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SAGRA DELLA POLENTA IL 21 GENNAIO 2007
SERMONETA (LT)

La Sagra della
Polenta è una tradizione secolare che ogni anno ha luogo a
Sermoneta in onore di Sant’Antonio Abate (protettore degli
animali domestici e del mondo rurale) prima del periodo
quaresimale, così come storicamente riscontrato dall’editto
dell’anno 1622 del Canonico Sermonetano Leonardo Scincia,
all’epoca governatore papale in Tossignano (BO), dove istituì,
con regolare bando, la festa della polenta da celebrarsi
l’ultimo giorno di carnevale, che a tutt’oggi ha ancora luogo.
Mentre ci si chiedeva se Leonardo Scincia istituì la festa della
polenta in Tossignano interpretando i gusti e le usanze locali,
oppure la istituì in quel luogo ricordando le tradizionali
usanze del suo paese d’origine, cioè di Sermoneta, agli inizi
del 1500 venne importato dal Nuovo Mondo il mais, che dopo un
primo periodo di diffidenza diventa, trasformato in polenta nei
modi più diversi, il piatto per eccellenza.
Molte notizie storiche fanno credere che Guglielmo Caetani,
quando tornò a Sermoneta nel 1504 dopo l’esilio al quale fu
costretto quando i Borgia, nel 1499, presero possesso della
fortezza di Sermoneta, portò con sè un sacchetto di strani semi
importati dal Nuovo Mondo e chiamati “mahiz”. Il Caetani seminò
i nuovi semi nelle sue vaste e fertili terre e ne ebbe
abbondanti raccolti. I Caetani avevano nel loro territorio
riguardo ai propri sudditi anche lo “jus gladi et sanguinis” e
spesso ponevano a languire nelle prigioni del castello numerosi
delinquenti comuni o loro nemici, ai quali per sostentamento si
dava generalmente un pastone ottenuto con semola di grano.
Guglielmo pensò di dare ai prigionieri anzichè la solita
poltiglia di grano, una pietanza ottenuta con farina di mais che
piacque ai prigionieri.
La nuova pietanza si diffuse anche presso i pastori che, specie
dopo la transumanza, vivevano numerosi con il loro bestiame in
capanne costruite sulle falde delle colline adiacenti a
Sermoneta. Nel cuore dell’inverno i poveri pastori non vivevano
certo nell’abbondanza, perciò il giorno della festa di S.
Antonio Abate il Duca permise che in piazza si offrisse a tutti
polenta condita con carne di maiale per poi dare inizio al
carnevale Sermonetano.
Non è improbabile che il Duca Guglielmo chiamasse il mais
granoturco perchè la peluria delle pannocchie del nuovo vegetale
gli ricordavano i folti baffi dei corsari Turchi contro i quali
dovette spesso combattere per le frequenti scorrerie che essi
facevano nel suo territorio.
LA FESTA
Fin dalle prime ore del mattino gli esperti polentari iniziano i
preparativi per la cottura della polenta che viene cotta in
paioli di rame su fuoco a legna. Alle 10,00 nella Cattedrale
Santa Maria in Cielo viene celebrata la Santa Messa. A seguire
la Solenne Processione con la Sacra Statua di Sant’Antonio, la
benedizione dei campi e degli animali e la distribuzione dei
pani benedetti. Dopo la liturgia, intorno alle 12,30, inizia in
Piazza del Popolo la tradizionale distribuzione della polenta
con sugo cotto con salsicce e olio di oliva locale. La
distribuzione si protrae per tutto il pomeriggio accompagnata da
musica, spettacoli ed esibizioni degli sbandieratori. Sono
presenti anche stands per la degustazione di vini e di prodotti
agricoli locali.
Poichè si
potrebbero verificare cambiamenti dei programmi e delle date,
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l'effettivo rispetto di date e programmi prima di partecipare alle
iniziative, informandosi presso i Comuni o gli organizzatori.
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