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FESTA DELLA
MADONNA DELLE GRAZIE IL 13 MAGGIO 2007
CAPRANICA (RM)

In questo giorno quasi per un tacito accordo o
più per un irrefrenabile bisogno di ritrovarsi a casa, molti
cittadini che ormai vivono lontano, si ritrovano alla festa,
alla processione silenziosa e composta, agli spari tumultuosi e
festanti, allo scampanio senza fine delle maggiori chiese
cittadine, al suono esultante della banda. Tutto è festa,'ma non
confusione e frastuono. E' una Regina portata sulle forti spalle
dei macchinisti, in trionfo; ma quel mantello celeste lievemente
ondeggiante sopra una folla silenziosa e assorta, suscita sempre
qualcosa di indicibile. Non è solo fede, ma un misto di
nostalgia di una pace infantile forse perduta, rimpianto di
quella tenerezza confidente ritenuta per l'età fuori moda, il
desiderio forse di comprensione per il proprio male di vivere,
senza essere giudicati... Il volto della sacra immagine, mentre
guarda il Bambino che sorregge tra le braccia, sembra velato di
una tristezza racchiusa, che fa uno strano contrasto con lo
sfarzo del vestito tutto intessuto d'oro e tempestato di gemme,
con la macchina votiva scintillante inondata di fiori, con le
musiche e la folla festante. La lunga teoria di "fratelìì", con
tunica bianca e mantellina celeste, si snoda lenta dalla bella
chiesa di Santa Maria, percorre tutto il paese, esce dalle
antiche porte cittadine per raggiungere il piazzale della
Madonna del piano. Qui davanti alla graziosa chiesa del Vignola
le insegne spiegate al vento sembra che abbiano un momento di
esitazione; poi ripercorrono il prospettico viale Nardini,
mentre dal vicino parco pubblico una assordante salve di
mortaretti sembra incendiare il cielo, tra nuvoli di fumo e
grida di bambini. La folla si assiepa sotto i tigli dalle foglie
nuove paludate a festa. E passano i tronchi poderosi delle croci
portati in vertiginoso equilibrio da possenti braccia,
ondeggiano gli stendardi con la figura della Vergine, sventolano
le bandiere celesti, mentre alte lanterne dorate precedono i
mèmbri dell'Amministrazione, che incedono solenni con le loro
insegne tenute come lunghi scettri sulla destra. La processione
percorso il centro storico, giunge finalmente alle ultime
casette del paese dove il colle degrada e la via diventa stretta
e tortuosa. Eccola! la Madonna è giunta alla vetusta Porta di
San Pietro. I ripidi gradoni della via in selci offrono uno
spettacolo suggestivo con i maestosi tornanti e bastioni, alla
traboccante folla che intanto si è raccolta nell'ampia conca
sottostante. Il colpo d'occhio è formidabile da qualunque punto
lo si voglia osservare. La commozione è sempre grande quando si
vede spuntare la cara immagine dal quel piccolo arco che
costituì per secoli l'unica porta di entrata all'abitato di
Capranica. Il vocio della folla sottolineato dalle note della
banda, come per un segnale convenuto, all'improvviso viene
letteralmente subissato da un fragore assordante di spari ed
esplosioni. E' lo sparo crepitante del famoso "gerso", una
tradizione a cui i paesani sono visceralmente legati e a cui non
saprebbero rinunciare. Mentre il fumo dei mortaretti e l'odore
acre si dissolvono all'aria tersa del mezzogiorno, la Madonna è
giunta alla chiesa rurale per Lei costruita dai nostri padri,
nei tempi antichi quando i pellegrini per la Città Santa, qui
potevano trovare un sicuro rifugio e volti amici.

Poichè si
potrebbero verificare cambiamenti dei programmi e delle date,
annullamenti o rinvii degli eventi si consiglia di verificare
l'effettivo rispetto di date e programmi prima di partecipare alle
iniziative, informandosi presso i Comuni o gli organizzatori.
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