Il Venerdì Santo di Pulcherini
è giunto quest'anno alla 39° edizione.
Dalle sue origini ha sempre conservato quel carattere
ambivalente tra spontaneismo e creazione
intellettuale-artistica;manifestazione del sentimento e della
passionalità popolare e attento lavoro testuale, vuoi dal punto
di vista teologico che nell'attenzione alla funzionalità
spettacolare.
Perfettamente in linea e nella
tradizione "passionale" della Lauda medievale italiana,
creazione religioso-letteraria considerata a ragione fondamento
del teatro europeo, il Venerdì Santo di Pulcherini vuole essere
un invito a vivere la Passione non solo come fatto spettacolare
e culturale, ma come grande e vero momento di conversione.
I discorsi e i commenti sono
rigorosamente presi dai Vangeli, dagli Atti e dal Vecchio
Testamento.
La cornice naturale del luogo
esalta magnificamente e significativamente le 15 stazioni; come
in Lourdes, infatti, da oltre dieci anni, si è aggiunta una
stazione in più: la Resurrezione.
Il Golgota specialmente si
ritrova quasi fedelmente tra le pietre, i cespugli e gli echi
del Monte Bracchi. Il visitatore resta spesso sconvolto dalle
scene, tutte recitate dal vivo, che si snodano tra i vicoli
dell'antico borgo e le vie di campagna. Tutto è vissuto a
contatto diretto con il dramma.