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PALIO DEL SARACINO IL 1 GIUGNO 2006 A NEPI

Nell’anno 1499 avvenne la consegna delle chiavi della città a Lucrezia Borgia, titolare del Ducato di Nepi. Questo evento rappresenta tradizionalmente per Nepi la fine del Medio Evo ed il passaggio verso l’Era Moderna. Allo scoccare del mezzo millennio, Nepi ha voluto ricordare l’avvenimento con una festa popolare che, ricercando collegamenti con le proprie radici storiche, mira a far conoscere e tramandare le tradizioni medievali e rinascimentali nepesine. E’ una vera e propria rappresentazione che coinvolge tutto il paese: Lucrezia Borgia con il Duca di Bisceglie, i Priori, le Dame e i Popolani, gli Arcieri e i Cavalieri, gli sbandieratori e i tamburini riempiono le vie del paese per tutta la durata dei festeggiamenti.

In uno scenario suggestivo, illuminato da fiaccole e candele, gli arcieri ed i  cavalieri prestano giuramento di fedeltà e i priori fanno l’offerta propiziatoria al sacerdote.

 

Si rappresenta la connessione tra elementi laici e religiosi che caratterizza

Per le vie della città, adornate con bandiere e stendardi, tra rulli di tamburi e squilli di trombe, si snoda il suggestivo Corteo Storico. I Priori delle quattro Contrade, accompagnati dai notabili e dalle dame, accolgono Lucrezia Borgia che arriva a Nepi con la sua corte. Il Governatore dona le chiavi della Città a colei che una storiografia tradizionale ci ha tramandato spesso circondata da un alone misterioso, ma che fu amata da artisti e poeti per la sua bellezza e il suo spirito vivace e rispettata dai sudditi per le sue doti di amministratrice e diplomatica.la società medievale.

 

Alla presenza dei Priori e dei Nobili delle quattro contrade, si sfidano tra loro, in un susseguirsi di dodici corse, otto giovani cavalieri che gareggiano per la propria contrada.

La gara si svolge su una doppia pista  ellittica in terra battuta e consiste nell’infilare con una lancia il bersaglio del Saracino.

L’entusiasmo dei cavalieri rievoca lo slancio e il coraggio dei Nepesini che nel 915 affrontarono i Saraceni per difendere la propria libertà.

 

Quattro squadre di arcieri, abbinate alle contrade di Nepi, si sfidano in una gara intensa ed emozionante che rievoca negli spettatori il fascino antico di una delle prime armi usate dall’uomo.

Gli arcieri, tutti in costume e con archi storici, si confrontano tra loro in fasi successive per la vittoria della propria contrada, tirando su sagome di antichi guerrieri dipinte da artisti nepesini.

All’interno della festa sono stati ricavati degli spazi dedicati a momenti puramente ludici, che non prevedono punteggio valido per l’assegnazione dell’ambito Palio. Nonostante questo, la competizione è altrettanto serrata, mentre gli appartenenti alle quattro Contrade si sfidano tra loro nei divertenti giochi popolari.

 

Tra i giochi popolari, la sfida più attesa è la “corsa degli arieti”, in cui le squadre delle quattro Contrade spingono con foga un enorme tronco a mo’ di ariete decorato con i colori della contrada, lungo un percorso prestabilito, tra ali di folla che incita calorosamente e applaude i vincitori.

Squadre di robusti giovanotti si sfidano in un faticoso “tiro alla fune”; graziose signore di tutte le età sono impegnate nella “corsa dei curoji”, gruppi di allegri ragazzi gareggiano nel cercare caramelle e dolciumi nelle buste appese della “cartaccia”.

 

Quasi come un monito, ma simpatico e divertente, il momento della sommossa del popolo affamato e sfruttato, che assalta disperato le porte del castello del signorotto di turno, alla ricerca di una rivincita. Uomini e donne armati degli arnesi più disparati, si lanciano insieme contro il simbolo di una casta chiusa nei propri privilegi. Fortunatamente qui il risultato finale è sempre e comunque una bella dose di divertimento per tutti.

 

 

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