Scendo
morbido nei sospiri di un corpo amante,
e avvolgo in quei dintorni assetati
la mia essenza affinata da un tempo
maestro;
nell'estro bagnato da sorsi profondi
un armonioso assaggio
si disperde in un miraggio
dove invito all'esistenza fra incanti e
poesie.
Scendo morbido nei sospiri di un corpo
amante
che lascivo ascolta muovermi nei suoi
labirinti.
Condisco eterno il ricordo di una
vertigine,
si riascolta prigioniera libera
custodita nel tempio soave
fra sguardi, sospiri
e sensazioni tornate leggere.
Fluido m'inseguo
e nel calice incontro il mio corpo
adagiato,
cullato in un cristallo che espone il
quadro dei miei colori.
Fluido mi trovo
e dolce seta scivolo,
volo sulle corde di una voce che decanta
il mio essere.
E io mi perdo a cercare parole
che il vino nutre di una linfa vitale;
mi perdo a distillare quei versi
che il vino puņ creare o disfare;
mentre noi siamo un volto
e una piccola folle sostanza:
tenera offre piacere
a chi nel sapore vuole bagnare
la sua inebriante esistenza.