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Ecco un'altra bella poesia sul vino inviataci da Rino Macedonio. Grazie!

   

RINO MACEDONIO

NELLA VERTIGINE DI UNA GOCCIA

 

 

Scendo morbido nei sospiri di un corpo amante,

e avvolgo in quei dintorni assetati

la mia essenza affinata da un tempo maestro;

nell'estro bagnato da sorsi profondi

un armonioso assaggio

si disperde in un miraggio

dove invito all'esistenza fra incanti e poesie.

Scendo morbido nei sospiri di un corpo amante

che lascivo ascolta muovermi nei suoi labirinti.

Condisco eterno il ricordo di una vertigine,

si riascolta prigioniera libera

custodita nel tempio soave

fra sguardi, sospiri

e sensazioni tornate leggere.

Fluido m'inseguo

e nel calice incontro il mio corpo adagiato,

cullato in un cristallo che espone il quadro dei miei colori.

Fluido mi trovo

e dolce seta scivolo,

volo sulle corde di una voce che decanta il mio essere.

E io mi perdo a cercare parole

che il vino nutre di una linfa vitale;

mi perdo a distillare quei versi

che il vino puņ creare o disfare;

mentre noi siamo un volto

e una piccola folle sostanza:

tenera offre piacere

a chi nel sapore vuole bagnare

la sua inebriante esistenza.

 

                                                                                                                                                            

                       

 

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