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LI PO

VERSI DEDICATI AL VINO

 

da Offrendo il vino

 

Il garzone si chiamò,

che vada e li cambi

con vino di quel buono.

Dimenticheremo insieme

diecimila tristi amarezze!

 

 

Rimpianto di nonno Chi, il bravo distillatore di Hsüan-ch’eng

 

Nonno Chi,

giù all’altro mondo,

certamente distilla ancora

il suo vecchio vino.

Ma laggiù al buio,

se manca Li Po,

a chi lo venderà

il vino?

 

 

Piangendo il vecchio Hsuan Ch’eng, bravo distillatore di vino

 

Vecchio, ti sei immerso nelle

Gialle Sorgenti

E forse ancora distilli 1’"antica

primavera"

Sulla Terrazza della Notte non sorge

il sole

A chi potrai mai vendere il tuo

vino?

 

 

Svegliandomi dall’ubriachezza in un giorno di primavera

 

"La vita nel mondo non è che un lungo sognare:

Col lavoro e le cure io non la voglio sciupare".

Così dicendo restai tutto il giorno ubriaco

Allungato nel portico innanzi alla porta di casa.

Sveglio, sgranai gli occhi abbagliati sul prato:

Un uccello cantava, solo, in mezzo ai fiori.

Mi chiesi se il giorno era stato bello o piovoso:

Lo zeffiro ne parlava all’uccello mango.

Da quel canto commosso trassi un lungo sospiro

E poiché il vino c’era riempii la mia coppa.

Come un pazzo cantando attesi l’alba lunare;

A canzone finita i miei sensi se n’erano andati.

 

 

Abbandono

 

Stavo seduto a bere e non mi accorsi del buio;

Finché cadenti petali mi empiron le pieghe dell’abito.

Ebbro, mi alzai; camminai verso il ruscello lunare:

Gli uomini erano radi e gli uccelli non c’erano più.

 

 

Sfuggendo me stesso

 

In compagnia del vino non avverto

la notte

Di fiori caduti ho riempito il

mantello

Sono ubriaco, mi alzo e inseguo la luna

nel torrente

Tornano al nido gli uccelli e pochi son rimasti

i miei compagni.

 

 

da Canzone di Siang-yang

 

Lontano - verdi testine di anitre lievi

Galleggiano deliziose sul fiume blu.

Mi pare che somiglino al vino novello

Quando comincia a fermentare nei tini.

(He, he! Se l’acqua che scorre in questo fiume

Si trasformasse ad un tratto in un buon vino...

Penso che col deposito che farebbe

Si potrebbe elevare una terrazza).

 

 

Lungo il fiume cantando

 

Di magnolia è il remo

del pepe il legno della barca

A prua e a poppa

lo zufolo di giada e il flauto d’oro

Mille moggi di dolce vino

ricolmano gli orci

Con le ragazze di piacere

alla corrente mi abbandono

Come l’Immortale che la gialla

gru cavalca libero

O il marinaio che il gabbiano

senza frutto insegue

Risplendono più di sole e luna

i versi di Ch’ü P’ing 

Ma i palazzi del re di Ch’u

sono deserti mucchi di rovine

La mia penna ebbra e gaia

scuoterà le cinque montagne

Con i miei versi tra risa d’orgoglio

mi innalzerò sopra le acque azzurre

Se fama e onori e beni

dureranno in eterno

Allora il fiume Han

a nord-est piegherà il suo corso.

 

 

 

 

 

 

                                                                                                                                                            

                       

 

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