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EMILY DICKINSON (Massachusetts, USA, 1830 - 1886)

PORTO UN INCONSUETO VINO

 

 

Porto un inconsueto vino
A labbra da tempo inaridite
Vicino alle mie,
E le invito a bere;

Screpolate dalla febbre, Provano,
Io distolgo i miei occhi traboccanti,
e torno dopo un'ora per controllare.

Le mani ancora stringono il tardivo bicchiere -
Le labbra che avrei voluto rinfrescare, ahimè -
Sono così esageratamente Fredde -

Vorrei tanto tentare di scaldare
Quei cuori dove il gelo si è insediato
Da secoli sottoterra -

Alcuni altri assetati potrebbero esserci
Che per questo vorrebbero rivolgersi a me
Se potessero parlare -

E così porto sempre la coppa
Se, per caso, mia potesse essere la goccia
Che spenga la sete di qualche pellegrino -

Se, per caso, qualcuno mi dicesse
"Al piccolo, a me", (*)
Quando alla fine mi risveglierò.

 

(*) Matteo 25,40
E il re risponderà loro: "In verità vi dico: ogni volta che avete fatto questo

a uno dei più piccoli di questi miei fratelli, l'avete fatto a me".

 

                                                                                                                                                            

                       

 

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