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GIUSEPPE GIOACHINO BELLI (Roma, 1791 - 1863)

 

LI VINI D'UNA VORTA

 

A ttempi ch'ero regazzotto, allora

Ereno l'anni de ruzzà ccor vino:

Ché sse fasceva er còttimo, ar Grottino,

De bbeve a ssette e a ssei cuadrini l'ora.

 

E mm'aricorderò ssempr'a Mmarino,

Indove tutti l'anni annàmio fora

D'ottobre a vvilleggià cco la Siggnora,

E cce stàmio inzinent' a Ssammartino.

 

Llí nnun c'ereno vini misturati

Co cciammelle de sorfo, e cquadrinacci,

E mmunizzione, e ttant'artri peccati.

 

Bevevio un quartarolo, e ddiscevio : "esci":

E er vino essciva: e vvoi, bbon prò vve facci,

'Na pissciata, e ssinceri com'e ppessci.

 

Nei tempi in cui ero ragazzo, allora

erano gli anni per abbondare col vino:

al Grottino facevamo il pieno

con sei o sette soldi all'ora.

 

E mi ricorderò sempre di Marino,

dove ogni anno andavamo

a ottobre per villeggiare con la Signora,

e ci rimanevamo fino a San Martino.

 

Lì non c'erano vini adulterati

con lo zolfo, monete di rame

il piombo o altre schifezze.

 

Bevevate un quartino e dicevate: esci

e il vino usciva: e voi, buon pro vi faccia

dopo una pisciata vi sentivate leggeri come pesci.

 

                                                                                                                                                            

                       

 

 

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