Visitatori Online        
                              

                        

 

 

CHARLES BAUDELAIRE (Parigi, 1821 - 1867)

 

IL VINO DEGLI STRACCIVENDOLI,

da "I fiori del male"

 

Spesso, al chiarore rossastro d'un lampione

di cui il vento sbatte la fiamma e tormenta il vetro,

nel cuore d'un vecchio sobborgo,

labirinto fangoso dove l'umanità brulica in fermenti tempestosi,

vedi uno straccivendolo procedere,

dondolando la testa, incespicando e urtandosi ai muri come un poeta,

e, senza tener in alcun conto gli spioni, suoi sudditi,

dare tutto il suo cuore a gloriosi progetti.

Pronunzia giuramenti, detta leggi sublimi,

umilia i malvagi, solleva le vittime e s'inebria degli splendori

della propria virtù sotto il cielo sospeso come un baldacchino.

Sì, angustiati da pene famigliari, rotti dalla fatica e affranti dagli anni,

sderenati, piegati sotto una massa di rifiuti

che vomita confusamente l'enorme Parigi,

riemergono, odorosi di bótte,

seguiti da compagni incanutiti nelle battaglie,

i baffi pendenti come vecchie bandiere.

Gli stendardi, i fiori e gli archi trionfali

sorgono dinanzi a loro per solenne magia!

E nella splendente e assordante orgia delle trombe,

del sole, delle grida e dei tamburi

riportano la gloria a un popolo ebbro d'amore!

È così che, sfolgorante Pàttolo,

il vino fa fluire l'oro in mezzo alla vana Umanità;

attraverso la gola dell'uomo canta

le sue prodezze e regna per mezzo dei doni

come fanno i veri re.

A spegnere il rancore e cullare l'indolenza di tanti vecchi che muoiono,

maledetti, in silenzio, Dio, preso dal rimorso,

creò il sonno; l'Uomo ha aggiunto il Vino, figlio sacro del Sole!

 

                                                                                                                                                            

                       

 

   

 

Statistiche web e counter web