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ALCEO (Lesbo, 630 a.C. - ? )

 

FRAMMENTI

 

Beviamo, perché aspettare le lucerne? Breve il tempo.
O amato fanciullo, prendi le grandi tazze variopinte,
perché il figlio di Zeus e Sémele
diede agli uomini il vino
per dimenticare i dolori.
Versa due parti di acqua e una di vino;
e colma le tazze fino all'orlo:
e l'una segua subito l'altra.

Gònfiati di vino: già l'astro
che segna l'estate dal giro
celeste ritorna,
tutto è arso di sete,
e l'aria fumiga per la calura.
Acuta tra le foglie degli alberi
la dolce cicala di sotto le ali
fitto vibra il suo canto, quando
il sole a picco sgretola la terra.
Solo il cardo è in fiore:
le femmine hanno avido il sesso,
i maschi poco vigore, ora che Sirio
il capo dissecca e la ginocchia.

 

(traduzione di Salvatore Quasimodo)

 

 

 

Frammento 332

Ora bisogna ubriacarsi e ciascuno a forza,

poiché è morto Mirsilo.

 

Frammento 333

Il vino infatti è uno specchio dell'uomo.

 

Frammento 335

Non bisogna abbandonare l'animo ai mali,

non traiamo infatti nessun giovamento tormentandoci,

o Bicchide,

ma il miglior rimedio è che fattici portare del vino

ci ubriachiamo.

 

Frammento ?

Vino, o giovane amico, e verità.

 

                                                                                                                                                            

                       

 

 

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