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Gastronomia:
'tradite' 6 volte su 10 le ricette italiane all'estero
Cucina
italiana 'tradita' all'estero e vittima di un
'imbarbarimento' crescente. Per la prima volta una ricerca
realizzata dall'Accademia Italiana della Cucina racconta in
maniera analitica ''lo status'' della nostra gastronomia
fuori dei confini nazionali.. La fotografia sulla cucina
italiana all'estero scattata dall'AIC con un questionario al
quale hanno risposto le 73 delegazioni estere, da cinquant'anni
impegnate, in prima linea in 40 paesi stranieri, nella lotta
al falso alimentare che colpisce - oltre ai prodotti - anche
e soprattutto le ricette, molto spesso ben diverse rispetto
alle ''originali'' italiane. La ricerca lascia poco spazio
al dubbio: nel 60% dei casi la cucina italiana, all'estero,
e' realizzata in modo non molto corretto o addirittura
maldestro. E solo nel 40% dei casi risulta ''ben
interpretata''. Questo accade anche perche' quasi la meta'
(47%) dei cuochi che operano nei ristoranti italiani
all'estero non sono italiani e solo una piccola parte (9%)
di questi ha seguito scuole, stage o tirocini nel nostro
Paese. La cucina proposta dai cuochi e' quella
tradizionale-classica-tipica (78%) - magari, nella versione
''tradita'' - mentre nel 32% dei casi si tratta di cucina ''fusion'',
un ibrido tra tradizione e innovazione, e solo nel 10% dei
casi si tratta di vera e propria cucina ''innovativa''.
L'immagine della nostra cucina, nonostante le imitazioni, e'
comunque molto cresciuta, negli ultimi anni: e' considerata
''ottima'', nel 57% dei Paesi dove esiste una delegazione
AIC e ''buona'' nel 43% dei casi. Inoltre la cucina italiana
rimane territorio quasi esclusivo delle famiglie a reddito
medio (80%) alto (59%) piuttosto che basso (34%), scontando
in questo l'alto costo delle materie prime. Questa forma
d'imbarbarimento della ricetta tradizionale e' diffuso
ovunque. Oltre a Usa, Canada e Australia, baluardi della
gastronomia italiana, e quindi inevitabilmente del ''tradimento'',
particolarmente toccate dal fenomeno della contaminazione
sono Irlanda, Portogallo e Finlandia. Ma il discorso vale
anche per la Germania, dove alla stima e alla considerazione
per la cucina italiana fanno da contraltare aggiunte formali
e cromatiche, abuso di certi ingredienti quali aglio,
peperoni, rucola, aceto balsamico . In molti casi - spiega
la ricerca - il gap rispetto alla tradizione culinaria
nostrana e' dovuto anche alla mancanza di chef italiani, con
una vera e propria cultura gastronomica del nostro Paese. Su
questo argomento la delegazione dell'Aic di New York e'
categorica: ''bisogna formare una nuova generazione di chef
italiani che ripristino le tradizioni della vera cucina
italiana, disposti a viaggiare per diventare ambasciatori
della nostra arte culinaria''. Ma accade sempre piu' spesso
che il ''tradimento della ricetta originale'' e' una scelta
mirata: a Parigi la ''francesizzazione della ricetta
italiana'' viene compiuta anche a fini protezionistici, per
non perdere la clientela locale. Ma qual e' il piatto della
tradizione italiana maggiormente tradito nei ristoranti
italiani all'estero? In ordine di ''maggiore tradimento'' le
delegazioni estere mettono al primo posto la pizza e a
seguire il tiramisu', le lasagne, le scaloppine di vitello e
la pasta al ragu'.
Tra le
ricette piu' ''abusate'' spiccano numerosi piatti tipici
regionali, in primis gli spaghetti alla bolognese, i
ravioli, gli spaghetti alle vongole, l'ossobuco e i
saltimbocca alla romana. La fusione tra i gusti della
tradizione e i sapori locali da' spesso luogo a una forma di
cucina ibrida e alla creazione di piatti che,
paradossalmente, hanno successo anche se ben lontani dalla
tradizione
Italiana.
Le delegazioni straniere dell'AIC confermano pero',
imitazioni a parte, la tendenza che vede la cucina italiana
all'estero come il principale strumento di penetrazione
culturale che il nostro paese ha a disposizione per
affermare nel mondo l'Italian Style. La cucina italiana e'
la preferita per il 68% de paesi stranieri monitorati dalle
delegazioni, seguita, a sorpresa, dalla cucina cinese (40%)
e a ruota dalla francese (38%) e dalla giapponese (17%). La
gastronomia italiana viene apprezzata all'estero in primo
luogo perche' considerata una cucina dai sapori eccellenti
(85%); poi perche' capace di trasformare il pasto in un vero
e proprio rito collettivo (34%); infine per il suo aspetto
salutistico, legato al suo essere cucina mediterranea e
quindi sana (31%). La nostra gastronomia e' ampiamente
diffusa in tutti e cinque i continenti ed e' in espansione:
sono ben 16 le citta' straniere monitorate dall'AIC con piu'
di 100 ristoranti italiani.
(fonte
Adnkronos)
Aprile
2007
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