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CIBO DI STRADA SALVAGUARDA AGRICOLTURA

 

Bruscolini, fusaje, maritozzi, grattachecca e porchetta; il cibo di strada e' ''un inno alla gioia'' secondo Luigi Jovino, autore del libro dell'enoteca regionale Palatium 'Il gusto viandante' dedicato al gusto degli alimenti freschi acquistati al chioschetto ''tra odori, voci e sapori che vincono la sfida della convivialita' in una dimensione pubblica''.
''La conoscenza dei cibi di strada del Lazio, antica e radicata consuetudine, puo' far leva - afferma l'assessore regionale all'Agricoltura Daniela Valentini - sul senso di appartenenza. E la ricerca curata da Jovino testimonia di tradizioni e culture ancora vive e presenti nel Lazio. Ogni citta' e borgo rurale del territorio regionale infatti ha il suo cibo di strada che merita di essere salvaguardato. Prodotti di elevata qualita' la cui valorizzazione potra' peraltro garantire all'agricoltura del Lazio sia la sostenibilita', intesa come salubrita' e tutela ambientale, sia la competitivita' necessaria per vincere le sfide sui mercati''.
''Difendere i cibi di strada assume per noi un doppio valore - osserva il commissario straordinario di Arsial Fabio Massimo Pallottini - culturale ed economico. Culturale perche' l'enogastronomia tipica preserva le identita' locali oggi sempre piu' erose dalla globalizzazione. Economico perche' riuscire a trovare un mercato a questi prodotti di nicchia da' linfa vitale a piccole comunita' agricole. L'agenzia regionale portera' avanti questo impegno, facendo di Palatium un fondamentale crocevia tra mondo produttivo del Lazio e mercato romano''.
''Con il fast-good siamo di fronte alla radici gastronomiche del Lazio - commenta il fondatore di Slow Food Carlo Petrini - radici che disegnano un'identita' complessa e la genialita' popolare nel risolvere il problema-fame inventando ricette povere da quel che c'e' in natura. Un sapere armonico del territorio perche' i prodotti del territorio sono gustosi perche' freschi e, viaggiando poco, non inquinano. Urge salvaguardare questo sapere come gli artigiani che fanno cibo e spesso pittorescamente lo vendono on the road, antesignani dell'attualissima filiera corta''.

Dicembre 2006

(fonte Ansa)

                                   

                                          

 

 

 

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