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MUSEO
DEL
MONASTERO DI SUBIACO (RM) |
Il Museo è oggi
collocato in locali sottostanti il monastero di Santa
Scolastica, restaurati dall’amministrazione della Provincia
di Roma con fondi del Giubileo del 2000. Un tempo, al suo
posto, si trovava il vecchio frantoio; sono ancora visibili,
infatti, buche profonde un paio di metri, coperte da lastre
di vetro, che indicano il luogo nel quale un tempo si
raccoglieva l’olio.
Nel museo sono presenti oggetti diversi riguardanti le
scienze geologiche, archeologiche, paleontologiche,
etnologiche e strumenti scientifico-didattici per la scuola.
È dedicato a Luigi Ceselli, ex ufficiale del Genio
pontificio, presidente della sezione di scienze naturali
nell’Accademia Pontificia della Concezione, presidente della
sezione di mineralogia nell’accademia pontificia dei Quiriti,
membro onorario dell’Istituto Filotecnico Nazionale e socio
corrispondente di altre Accademie nazionali e straniere.
Egli raccolse ossa di animali preistorici e molti oggetti di
utilità quotidiana, necessari ad evidenziare il modo di
vivere, familiare e sociale, dell’epoca di appartenenza (dal
VI secolo a. C. fino all’età tardo-antica), che sono oggi
preziosissimi, poiché l’espansione edilizia ha distrutto
buona parte dei siti archeologici dai quali provengono.
Il Ceselli morì nel 1882 e della sua collezione non si seppe
nulla sino al 1915, quando Marco Ceselli, suo nipote ed
erede, ne fece dono alla comunità benedettina di Subiaco,
per onorare anche lo zio Mariano, fratello di Luigi Ceselli,
che era stato monaco in questa comunità. I reperti furono
schedati e ordinati da Don Antonio Caselli, professore di
scienze nel seminario di Parma e furono messi a disposizione
di insegnanti e studenti del seminario diocesano di Subiaco.
Le rovine causate al monastero dall’ultima guerra non
risparmiarono il museo e i cimeli in esso custoditi, che
solo in parte furono recuperati. Nel 1953 l’abate Salvi si
interessò presso il Ministero della Pubblica Istruzione,
perché il patrimonio del museo venisse salvato. Il recupero
iniziò solo nel 1970, ad opera del Direttore Generale delle
Antichità e Belle Arti, dottor Vito Agresti, per merito del
quale è arrivato sino a noi.
Info:
www.benedettini-subiaco.it/
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