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MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI FORMIA (LT) |
Il primo nucleo è stato
istituito nel 1968 al fine di esporre una selezione dei
reperti che, sempre più di frequente, si andavano scoprendo
nella città e nel suo territorio e che, in assenza di
un'apposita sede, erano stati in gran parte trasferiti
altrove, soprattutto presso il Museo Nazionale di Napoli.
Anche l'attuale esposizione riordinata nel 1993, riveste
carattere provvisorio per la ridotta superficie disponibile:
i materiali sono stati scelti in base alla rilevanza
storico-archeologica e organizzati secondo un criterio
tipologico. La prima sala comprende soprattutto esemplari di
statuaria, databili tra la fine dell'età repubblicana e i
primi secoli di quella imperiale, frutto di rinvenimenti
fortuiti spesso di incerta provenienza, tranne il nucleo di
reperti tornati alla luce nell'area di piazza Mattei. Le
statue, per lo più di ottima fattura e di presumibile
carattere onorario, documentano le due tipiche correnti
della scultura romana di questo periodo: l'una, di indirizzo
classicheggiante, che raffigura personaggi con corpi in
eroica nudità e volti dalle marcate fattezze individuali;
l'altra, più aderente alla tradizione italica, trova
espressione soprattutto nel rilievo storico e nella
ritrattistica corrente privilegiando lo schema iconografico
del togato. Il primo genere è documentato nella Statua di
Ares e nella Statua Virile 1 e nella Statua Virile 2, di
dimensioni superiori al vero, forse erette in onore di
membri della famiglia imperiale, la cui fattura appare di
notevole livello stilistico. Anche la produzione delle
statue femminili, via via più intensa a partire dal II sec.
a.C. fino a diventare standardizzata per soddisfare le
richieste di una clientela sempre più vasta, rielabora
prototipi classici soprattutto di divinità, come ad esempio
Leda col cigno che ripete lo schema assai diffuso in età
romana della donna strettamente avvolta nel manto, ispirato
alla dèa Kore. Nella seconda sala figurano elementi
appartenenti all'apparato decorativo delle ricche dimore
patrizie: si tratta per lo più di raffigurazioni di divinità
e di personaggi mitologici distribuiti negli spazi aperti o
chiusi delle ville e dei giardini. Specialmente
quest'ultimi, dal II sec. a.C., assumono sempre maggiore
importanza, arricchendosi di fontane, ninfei e tempietti,
tutti ornati di opere d'arte. Di particolare pregio
risultano la statua di Leda col cigno , replica di un
originale greco del IV sec. a.C., e quella di Apollo. Nella
terza e ultima sala, infine, sono raccolti elementi
architettonici, soprattutto capitelli, pertinenti a contesti
edilizi non identificabili e reperti riferibili all'ambito
funerario. Tra di essi un altorilievo ed una statua, la cui
funzione sepolcrale è indicata dal contesto topografico. La
lavorazione più accurata della parte anteriore ne suggerisce
una visione frontale e, quindi, la collocazione entro una
nicchia o a ridosso di una parete. All'esterno dell'Antiquarium
sono state di recente trasferite alcune basi onorarie
recanti iscrizioni, fortuitamente rinvenute. Le dediche
menzionano personaggi di particolare spicco nella società
formiana, ai quali vennero erette statue probabilmente
collocate in luoghi pubblici.
Info:
http://www.comune.formia.lt.it/portaleformia/index.php
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