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ANTIQUARIUM DI
LICENZA (RM) |
L’Antiquarium di Licenza ospita
la gran parte dei materiali archeologici raccolti negli scavi
condotti da Angelo Pasqui sul sito della Villa di Orazio a partire
dal 1911.Allo stesso studioso si deve il merito della creazione
della piccola raccolta, che sistemò in una sala del palazzo
baronale, ove si trova tuttora, con un progetto espositivo che
vedeva i materiali scrupolosamente catalogati e ordinati a seconda
delle classi di appartenenza e gli affreschi montati su pannelli di
gesso con cornice lignea, secondo i dettami di una moda museografica
assai diffusa in quegli anni e ben documentata, ad esempio dalle
foto storiche delle sale del Museo Kircheriano e dell’Antiquarium
Comunale di Roma.Il materiale espositivo è integrato con pannelli e
supporti didattici, utili a collocare il complesso della villa di
Orazio e dei suoi arredi in una più corretta problematica stirica,
archeologica e territoriale, con la speranza di rendere leggibile e
fruibile per il vasto pubblico i contenuti espositivi.Nella prima
sala ci sono quattro carte tematiche relative a Licenza e al suo
territorio, ad illustrazione delle principali testimonianze
storico-archeologiche delle fasi preistorica, romano-repubblicana,
imperiale ed infine medievale.L’allestimento dei materiali segue
nell’esposizione alla presentazione di una serie di supporti
didattici, grafici e fotografici, illustranti la planimetria del
complesso, le sue diverse fasi edilizie e quanto di esso si conosca.L’esposizione
è arricchita con una raccolta di calchi in gesso dei principali
monumenti funerari a fregio dorico della Sabina.La raccolta
comprende elementi architettonici in marmo, "frammenti di capitelli
corinzi, pezzi della decorazione interna della casa, essi sono
costituiti da quattro capitelli corinzieggianti di lesena in marmo
bianco, ornati con un rilievo molto basso, da due corone di foglie
di acanto, un pezzo notevole è il bel lacunare in marmo bianco, il
rosone centrale è decorato da un cespo di otto foglie di acanto,
popolate da rane e granchi entro conchiglie", stucchi ed affreschi,
frammenti di pavimenti e di mosaici, sculture e rilievi, iscrizioni
funerarie, bolli e fistule acquarie in piombo, ceramiche e piccoli
oggetti di uso quotidiano e di ornamento personale.Ben poco rimane,
purtroppo, dell’apparato scultoreo della villa, documentato da
frammenti di statue maschili a tutto tondo, sono andati infatti
perduti alcuni pezzi da collezione, già editi da Lugli.Al Museo
Nazionale Romano è invece conservata una testa maschile di tipo
ideale, dall’espressione austera e assente, incorniciata da una
calotta compatta di riccioli schiacciati.Fra gli oggetti di uso
quotidiano , numerosi aghi crinali in osso, spatole, specilli,
pinzette, chiavi, fuseruole e pesi da telaio.Un posto a sé meritano
i numerosi frammenti di affreschi e di mosaici, cui vanno ad unirsi
i pregevoli pavimenti musivi che ricoprono tuttora alcuni ambienti
della villa di Orazio.
Info:
http://www.priminet.com/licenza/index.htm
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