VITERBO - I MUSEI

 

MUSEO CIVICO   Piazza  Crispi, 2

 

Il Museo Civico di Viterbo, ospitato nel chiostro e nel convento annessi alla chiesa di S.Maria della Verità, è stato riaperto nel dicembre 1994 con rinnovati allestimento e ordinamento delle raccolte; esso presenta su tre livelli espositivi il suo patrimonio, variamente articolato all'interno di due grandi scansioni cronologiche: l'Evo Antico dall'età del Ferro al periodo romano nel piano inferiore, il Medioevo e l'Età Moderna fino al Settecento nei piani superiori.
Il primo ambiente espositivo è dedicato alla figura di Annio da Viterbo ed ai falsi cimeli che egli fantasiosamente collegava alla storia etrusca del capoluogo della Tuscia, avviando alla fine del Quattrocento quel processo di documentazione della città e del territorio mediante il recupero e la conservazione di reperti autentici che si pone all'origine dell'istituto museale.
La sezione archeologica, introdotta dalla galleria di sarcofagi disposti intorno al chiostro, si compone di reperti provenienti dal territorio viterbese lungo un arco cronologico compreso tra l'VIII secolo a.C. e il III d.C., attraverso la civiltà etrusca e romana; di particolare interesse, anche per la storia del Museo, la collezione messa insieme agli inizi del nostro secolo dal viterbese Luigi Rossi Danielli, preziosa testimonianza delle classi tipologiche di manufatti dell'Etruria meridionale.
La sezione storico-artistica, formatasi dopo l'unità d'Italia in seguito all'afflusso di opere d'arte da chiese e conventi cittadini, conserva un significativo nucleo di sculture e di dipinti medioevali, tra cui spiccano la Madonna con Bambino di Vitale da Bologna e la Sfinge di Pasquale Romano; negli spazi dedicati all'Età Moderna sono di immediato richiamo la Pietà e la Flagellazione di Sebastiano del Piombo, ma di altrettanto interesse risultano sia la ricca esposizione di pittura di "scuola viterbese", dal Balletta al Pastura, che le diverse testimonianze della cultura artistica locale fra i secoli XVI e XVIII, rappresentata da artisti come Giovan Francesco Romanelli e arricchita dal contributo di pittori forestieri tra cui Aurelio Lomi, presente con la spettacolare tela della Morte di Maria, Salvator Rosa, Antiveduto Grammatica.
Il terzo livello espositivo è riservato alle arti minori, alle arti applicate e alle memorie storiche e comprende l'esposizione di un tesoretto papale cinquecentesco e di un corredo di ceramiche da farmacia del XVIII secolo, nonché una collezione di disegni-progetto per la costruzione della cosiddetta "Macchina" di S.Rosa usata nella processione fin dal XVII secolo e la significativa galleria di ritratti del XVIII e XIX secolo nella quale sono riconoscibili anche diversi personaggi legati alle origini e al primo sviluppo delle raccolte civiche custodite nel Museo.


 

 

 

 

 

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