ROMA - GLI EDIFICI

 

 

PALAZZO TAVERNA  via Monte Giordano, 36

 

Il magnifico palazzo si erge imponente nel cuore di Roma, su d'una collinetta artificiale, formatasi, sembra, con gli scarichi del vicino porticciolo sul Tevere.Appartenuto dal 1286 alla Famiglia Orsini, già nel 1328 i romani usavano chiamare "Mons Ursinorum" la collina su cui l'enorme edificio esisteva. Lo stesso Dante Alighieri nel XVIII canto dell'Inferno ricorda come, durante il Giubileo del 1300, i pellegrini diretti al Vaticano, da un lato si sarebbero trovati ad avere la fronte rivolta verso Castel S.Angelo "…e vanno a Santo Pietro; dall'altra sponda vanno verso il monte" riferendosi appunto al Monte degli Orsini. Il monte, nel 1328, divenne Monte Giordano prendendo il nome di Giordano Orsini, Senatore di Roma nel 1341.Dall'antica stirpe degli Orsini furono costruiti numerosi rami che intorno al 1400 cominciarono a trasformare l'edificio da un fortino irto di torri in un complesso di nobili ed eleganti edifici, divisi tra le diverse famiglie tra le quali: i Conti di Pitigliano, i Duchi di Bracciano ed i Signori di Marino.Quando i Conti di Pitigliano, al principio del '600, si trasferirono in Toscana, il loro palazzo fu acquistato dai Duchi di Bracciano, i quali eressero un ponte per collegare il nuovo palazzo al loro e nel 1618 fecero erigere da F.A. Casoni, all'interno del cortile quattrocentesco, una splendida fontana detta dell'Acqua Paola.Ma nel 1688, dopo cinquecento anni di possesso ininterrotto, Flavio Orsini, ultimo Duca di Bracciano, oberato di debiti, fu costretto a vendere la proprietà alla famiglia Gabrielli.Di antica nobiltà romana, i Gabrielli, completarono l'unificazione del complesso con l'acquisto della proprietà dei Signori di Marino e di tutte le case intorno al monte, provvedendo a restaurare ed ammodernare il ponte di collegamento tra i due palazzi appartenuti ai Bracciano ed ai Pitigliano ed inoltre modificarono, nel '700, la fontana dell'Acqua Paola così come ora la si ammira.La costruzione di una torre merlata in stile medioevale chiamata "Augusta", in onore di una importante componente della famiglia, venne invece effettuata soltanto nel 1880.
Nel 1888, estinta la famiglia, il grande complesso edilizio fu venduto ai Conti Taverna di Milano, che tuttora lo posseggono.

 

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