ROMA - GLI EDIFICI

 

 

PALAZZO COLONNA  piazza dei Ss. Apostoli, 66     Come arrivare

 

Nella medesima area dominata oggi dal maestoso ed imponente Palazzo Colonna, sorgevano, in origine, diversi piccoli palazzi, eretti per volontà della nobile ed antica famiglia romana, discendente dei conti di Tuscolo. Buona parte delle antiche vestigia, la cui prima memoria storica risale al XIII secolo, vennero inglobate in un unico ed ambizioso complesso architettonico, avviato nella metà del Seicento e completato nel corso del XVIII secolo, quando furono aggiunte le due nuove facciate lungo la Piazza dei SS. Apostoli e la Via della Pilotta. La prestigiosa raccolta d’arte della famiglia, annoverata tra le più importanti collezioni romane formatesi dopo il Rinascimento, è tuttora ospitata nell’ala più famosa del Palazzo, la celebre Galleria Colonna, fulgente e straordinario esempio dell’architettura barocca, fatta erigere e decorare dalla metà del Seicento dal cardinale Girolamo I Colonna ed inaugurata nel 1703. Galleria Colonna La costruzione della Galleria Colonna fu avviata, per desiderio del suo fondatore il cardinale Girolamo I Colonna, a partire dal 1650, e proseguita poi, dal 1666, dal nipote Gran Connestabile Lorenzo Onofrio, per custodire la prestigiosa raccolta d'arte della famiglia. Inizialmente, il progetto fu affidato all'architetto Antonio Del Grande, al quale subentrò, dal 1693, Girolamo Fontana, che portò a compimento i lavori nel 1703, anno dell'inaugurazione. L'antica genealogia del nobile casato viene celebrata mediante una ricca parata di ritratti di famiglia. Al papa Martino V (1417-1431), la cui effigie è custodita nella Sala del trono, è dedicata la splendida tela, eseguita da Benedetto Luti nel 1720, raffigurante L'Apoteosi, sul soffitto della sala omonima. Al Trionfatore della battaglia di Lepanto del 1571, Marcantonio II Colonna, è dedicato l'intero apparato decorativo della Galleria. L'evento storico è riprodotto fedelmente negli affreschi della volta della sala grande, eseguiti da Giovanni Coli e Filippo Gherardi tra il 1675 e il 1678. A distanza di circa venti anni, Sebastiano Ricci dipingeva la volta della Sala dei paesaggi con l'Allegoria della Battaglia ed, infine, nel 1700, Giuseppe Bartolomeo Chiari, affrescava la volta della Sala della colonna bellica con l'Apoteosi di Marcantonio II Colonna. La Galleria era stata concepita per assumere, essa stessa, nel suo complesso, la connotazione di una vera e propria opera d'arte, nella quale confluivano i preziosi capolavori di pittura e scultura in essa contenuti, enfatizzati dalla presenza di raffinati elementi di arredo (le quattro imponenti specchiere del Maratta, i due magnifici scrigni della Sala dei paesaggi, in legno di sandalo e pietre preziose l'uno, in ebano e avorio l'altro, le eleganti consolles), che si riflettono negli sfavillanti e onnipresenti marmi antichi. Nella sfarzosa cornice barocca è collocata la preziosa collezione storica della famiglia, che annovera alcuni veri e propri capolavori dei grandi maestri dal Quattrocento al Settecento, fra cui: Lorenzo Monaco, Bronzino, Ghirlandaio, Salviati, Veronese, Palma il Vecchio, Jacopo e Domenico Tintoretto, Pietro da Cortona, Annibale Carracci, Francesco Albani, Guercino, Guido Reni, Carlo Maratta, Gaspard Dughet, Crescenzio Onofri, Girolamo Muziano, Pompeo Batoni. Appartamento P.ssa Isabelle Delle antiche vestigia di Palazzo Colonna si conserva, ancora intatta, in tutto il suo splendore, l'ala quattrocentesca, che comprendeva il vecchio palazzo appartenuto al papa Martino V (1417-1431), ristrutturato parzialmente, tra gli anni Settanta e Ottanta, dal cardinale Riario prima, e dal cardinale Giuliano Della Rovere (futuro papa Giulio II) poi. A questo periodo storico risalgono gli affreschi eseguiti dal celebre Bernardino di Betto, detto il Pinturicchio, che decorano la volta della Sala della fontana. Nel corso del Cinquecento soggiornò nel palazzo un ospite di prestigio: il cardinale Borromeo, mentre, sul finire del secolo, il cardinale Ascanio Colonna, probibliotecario della Biblioteca Vaticana, vi fece sistemare la sua prestigiosa biblioteca, comprendente circa settemila volumi (confluita dal 1740 nella Biblioteca Vaticana). Il periodo di maggiore fasto, che vide impegnati fianco a fianco i più prestigiosi artisti dell'epoca, è senz'altro l’epoca barocca, per il volere illuminato del mecenate Lorenzo Onofrio Colonna. Nella seconda metà del secolo, fu avviata l'estesa decorazione delle sale ad opera di Gaspard Dughet, Crescenzio Onofri, Cavalier Tempesta, Giacinto Gimignani e Carlo Cesi. Nell'appartamento è custodita, inoltre, la raffinata quadreria di maestri nordici, tra cui si distinguono le magnifiche opere di piccolo formato su rame di Jan Brueghel il Vecchio, la cospicua raccolta di vedute del pittore Gaspar van Wittel e la serie di tempere, dall'inalterata freschezza, di Gaspard Dughet. L'appartamento prende il nome dalla principessa Isabelle Sursock Colonna, che vi risiedette fino alla fine degli anni Ottanta ed alla cui memoria è stato dedicato per volontà degli attuali eredi.

 

Tutti i palazzi di Roma

 

 

 

 

 

Statistiche web e counter web