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La costruzione di Palazzo Vidoni risale al 1500, quando Bernardino Caffarelli volle erigere un edificio nobiliare a dimora della propria casata. Secondo il Vasari, il disegno sarebbe stato commissionato a Lorenzo Lotti, detto “il Lorenzetto”, al quale è attribuito il progetto della parte centrale dell’edificio e poiché questi era un discepolo di Raffaello Sanzio, in seguito si ritenne che il grande maestro fosse l’autore del Palazzo. Tale ipotesi, che pure ebbe sostenitori come Stendhal, Giuseppe Tomassetti e Renato Bonelli è stata, però, avversata dall’architetto Arnaldo Schiavo per mancanza di prove certe; tuttavia, nel cortile del Palazzo, in una lapide apposta dal cardinale Pietro Vidoni a ricordo della visita ricevuta dall’i m p e r a t o r e Carlo V d’Asburgo, si può leggere l’attribuzione della paternità dell’opera all’artista urbinate.Intorno alla meta del ‘700, per difficoltà economiche, il Palazzo fu alienato al cavaliere Giovanni Antonio Coltrolini, la cui vedova, signora Vittoria Toppi, ne cedette, poco più di vent’anni dopo, la proprietà al cardinale Giovanni Francesco Stoppani. Il conte Alessandro Schinchinelli, suo erede, lo vendette poi al cardinale Pietro Vidoni, al quale si deve il nome del Palazzo, che ospitò personaggi illustri come la regina di Spagna, Cristina di Borbone, e i cardinali Gioacchino Pecci, che diverrà papa Leone XIII, e Giuseppe Sarto, il futuro papa Pio X, ricordati negli stemmi pontifici nel cortile.Successivamente l’edificio fu acquistato dal duca Carlo Giustiniani Bandini, per poi cambiare più volte di proprietà nel corso di pochi anni: dapprima, agli inizi del 1900, fu della famiglia Vitali; in seguito del marchese Guglielmi; nel 1924 fu alienato allo Stato italiano e ceduto, a parziale indennizzo dell’espropriazione del Palazzo Caffarelli sito sul Campidoglio, alla Germania che ne fece la propria ambasciata;fu, poi, la sede amministrativa del partito nazionale fascista che lo rinominò Palazzo del Littorio; alla fine della seconda guerra mondiale fu requisito dagli alleati per insediarvi il comando francese; in ultimo, nel 1947, fu restituito allo Stato italiano e, fino al 1953, ospitò alcuni uffici del Ministero della pubblica istruzione.Già dal 1951, però, il primo piano era stato riservato al sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri per la riforma burocratica e dal 1953 l’intero fabbricato ne divenne la sede. Nel 1979 viene creato il Dipartimento della funzione pubblica.
Fonte: www.funfionepubblica.gov.it
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