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Il palazzo sorge nel
Rione Regola in angolo fra
la Via Dell'Arco Del Monte e
la Via Dei Giubbonari e prospetta sulla piazza del Monte Di
Pietà; è stato
la Casa Grande dei Barberini. Questa nobile famiglia romana,
probabilmente originaria di Barberini, si stabilì a Firenze nel
XIV secolo. In seguito, parte della famiglia si trasferì nella
città di Roma dove assunse una posizione di primaria importanza
tanto che uno di loro , il cardinale Maffeo, divenne pontefice
con il nome di Urbano VIII.Nel 1600 era un punto d'incontro dei
letterati più famosi della Roma barocca. Le numerose stanze
erano ornate da mobili pregiati, pitture, statue e ricche
tappezzerie.Nel 1644 la morte di Papa Urbano VIII segnò il
declino della famiglia Barberini e
la Casa Grande restò quasi completamente disabitata ed andò
lentamente in rovina. Nel 1711 il palazzo era in condizioni
disastrose: mancavano 500 vetri, 35 serrature, 50 chiavi e "li
telai e sportelli non si numerano perché sono molto fradici e
molto mancanti".Nel 1734 il Cardinale Francesco, uno degli eredi
di Urbano VIII, vendette l'edificio al padre generale del
Definitorio dei Carmelitani Scalzi, che lasciarono invariate
unicamente la torre quadrata laterale, segno tipico delle case
prelatizie e nobili del tempo, e la parte alta dell’edificio.Il palazzo rimase però in possesso dei
Carmelitani per un breve periodo, fu infatti acquistato dal
Monte di Pietà. L’edificio (che già aveva subito una
trasformazione nel fronte della piazza nella parte terrena)
comprendeva: “una casa contigua al portone; un’altra casa a Capo
di Ferro; un’altra casa unita al palazzo al Vicolo delle
Grotte.” Alcuni architetti del rione Regola costruirono nel
1762 l'arco aereo per ottenere una comunicazione interna diretta
dalla casa Barberini al palazzo del Monte. Nel 1819 dall'atrio
della Casa Grande vengono tolte 12 colonne di granito destinate
ai Musei Vaticani. L’entrata dà sull’atrio, di forma ovale con
apertura “a camere di luce”. Due colonne architravate
sottolineano la sezione longitudinale; quasi una “scena” o “un
coro”. Suggestivo il contrasto tra la stretta via del Monte e
questo ambiente quasi sacrale.Accanto all’antica entrata del
palazzo è situata la magnifica scala a lumaca, parzialmente
murata, adiacente al portone centrale (anch’esso murato nel
1700). Il palazzo si sviluppa su tre piani collegati fra loro
dal grande scalone.
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