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Palazzo Baleani (già
Palazzo Cerri) è situato nel cuore della Roma rinascimentale e
barocca. Ai Cerri, famiglia originaria di Pavia e stabilitasi ad Acquapendente tra i cui membri vi furono Carlo, creato cardinale nel 1669, legato ad Urbino e vescovo di Ferrara ed Antonio, conservatore e quindi senatore di Roma nel 1689, si deve la costruzione del palazzo omonimo eretto, pare, su disegno di Francesco Peparelli (Roma, metà sec. XVII) e passato poi ai Caucci, oriundi napoletani, ma stabiliti a Roma fino dal sec. XV. Giovanni Battista Caucci, nipote di Mons. Filippo Caucci, fu conservatore di Roma ( 1725) e suo nipote Lorenzo priore dei caporioni (1805). Il palazzo nella prima meta del sec. XIX fu dei Guglielmi di Jesi, i quali aggiunsero al loro il nome di Baleani con il titolo di conte. Dopo il 1870 vi ebbe la sua prima sede il Consiglio di Stato e quindi la Direzione Generale delle Carceri. Una incisione della fine dell'Ottocento lo ricorda come Palazzo "Baleari". Il portone originario del palazzo a tre piani è situato su Via Larga la quale, costruita dopo la demolizione di alcune case, venne inaugurata nel 1628 per "aprire una nuova strada da corrispondere a quella del Pellegrino" e risultava essere la più ampia della zona. Esso è decorato con festoni e mascherone tra mensole ed il sovrastante balcone da una testa tra fogliami. Il cornicione dell'ampio isolato, che si estende su via Larga, sul Corso Vittorio, su Via Cerri e su Via del Pellegrino, reca mensole a foglie e i motivi decorativi di un albero sradicato, di una stella e di un'ape. L'albero sradicato in campo argenteo è lo stemma dei Cerri, da cui la menzionata via trae il nome così come, in origine, il palazzo. Dopo la costruzione di Corso Vittorio un secondo ampio portone venne realizzato sul corso stesso.
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