ROMA - GLI EDIFICI

 

 

PALAZZO ALTIERI  piazza del Gesù, 49     Come arrivare

 

Dal 1670 al 1676 il palazzo della famiglia Altieri, la cui costruzione era iniziata nel 1650, venne ampliato e decorato con grande lusso. Autore di entrambi gli interventi fu l'architetto Giovanni Antonio De Rossi (1616-1695), appartenente a quella corrente stilistica romana che, pur non disdegnando la lezione dei grandi maestri del Barocco (Bernini, Borromini, Pietro da Cortona), si rifaceva ai modelli ed alle tipologie della precedente scuola manieristica. Il palazzo si affaccia su piazza del Gesù e via del Plebiscito e si trova sul sito di un isolato composto da svariati edifici acquistati nel corso del '500 e del '600 dalla famiglia Altieri e abbattuti per far posto alla grandiosa dimora. La prima fase della costruzione (1650-55) riguardò il fabbricato che si affaccia su piazza del Gesù, mentre la seconda (1674-76) portò all'ampliamento lungo via del Plebiscito, via degli Astalli e via del Gesù.I locali che ospitano la Sede di rappresentanza della Banca Popolare di Novara occupano l'intero secondo piano nobile della costruzione prospiciente piazza del Gesù, sviluppandosi intorno al cortile principale. Si tratta di 16 ambienti riccamente decorati che contengono quadri, sculture e mobili di grande pregio.

La Sala della Specchiera prende il nome da un grande specchio barocco con cornice in legno riccamente intagliato e dorato (ultimo quarto del XVII secolo) e ospita un dipinto raffigurante Gesù fra i dottori del tempio attribuito a Paolo Veronese.La Sala del Trono dove il Papa e i cardinali di famiglia ricevevano parenti e amici, presenta uno splendido soffitto a cassettoni, due arazzi fiamminghi e quadri e busti di rilevante interesse. Due arazzi francesi del XVIII secolo e uno fiammingo del XVII caratterizzano la Sala degli Arazzi, nella quale si trovano mobili di fine '500 e un bel quadro di Luca Giordano (1634-1705). La Sala Maggiore presenta valide opere di di Bernardo Strozzi (1581-1644), di Francesco Zuccarelli (1702-1788) e di Giuseppe Bonito (1682-1754). Di particolare rilievo la decorazione del soffitto a cassettoni e del sottostante fregio dell'Ufficio di Presidenza, dove si trova mobilio di pregevole fattura.Nella Sala Altieri campeggia l'antico arazzo con lo stemma della famiglia. Le decorazioni pittoriche dei fregi del Salone di Diana (una statua di grandi dimensioni della dea in peperino e marmo nero domina la sala) sono attribuibili alla scuola del Maratta; alcune espressive tele del Tempesta (Pieter Mulier 1637-1701) ornano le pareti.

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