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Costruito da Giulio Alberini ( di qui la denominazione data all'immobile di "Palazzo Alberini) tra il 1515 e il 1520, fu dato in affitto ai banchieri fiorentini Bernardo da Terrazzano e Bonaccorso Rucellai.Esso passò successivamente ai Cicciaporci, poi ai Calderai (che nel 1866 lo fecero completare da Antonio Sarti) ed ai Senni. Fu acquistato, infine, dal Pontificio Collegio Portoghese . Il palazzo viene attribuito da alcuni ( tra cui il Vasari) a Giulio Romano o a Raffaello. Altri studiosi ipotizzano che sia il risultato della collaborazione tra i due, mentre un'incisione del Lafreri ne designa quale architetto il Bramante.L'edificio si sviluppa su sette piani fuori terra ( comprensivi di due piani ammezzati) ed uno sottostrada. Il piano terreno è rivestito da un bugnato piano di travertino su cui si disegnano sette archi; il portone dell'ingresso principale è inserito dentro l'arco centrale; quelli laterali sono occupati da negozi con porte architravate sormontate da lunette entro cui si aprono finestre; questo piano, che è concluso in alto da un fregio con motivo d'onda, è sovrastato da due piani in cortina di mattoni arrotati di sette finestre ciascuno, il primo con finestre rettangolari architravate divise da lesene doriche. In alto, sopra il cornicione, corre una loggia ottocentesca a colonne e pilastri. All'interno vi è un vasto cortile con una fontana decorativa in travertino, risalente alla fine dell'ottocento, posizionata sul frontale, cortile cui si accede attraversando un porticato con copertura a volte a crociera. Al secondo piano (piano nobile ) negli ampi saloni di rappresentanza, di altezza doppia, sono presenti originali soffitti a cassettone finemente decorati, con affreschi laterali che si sviluppano per una fascia di circa un metro dal solaio.I collegamenti verticali sono assicurati da tre corpi scala, due ascensori ed un montacarichi. L'imponente scalinata - realizzata successivamente alla fine dell'ottocento - che, dal piano terra, nell'ala sinistra del palazzo, consente di accedere solo ai piani 2°, 4°, 5° e 6°, è in travertino. Accanto ad essa una scala elicoidale interamente incassata nel muro portante permette l'accesso a tutti i piani ad eccezione dell'ultimo. Nell'ala destra del fabbricato esiste una terza scala nel cui vano è ubicato uno dei due ascensori. L'altro ascensore è situato nell'ala sinistra. |
