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Il Casino dei
Principi assume il suo aspetto neocinquecentesco, ricco di
decorazioni esterne e interne, in seguito alla ristrutturazione
effettuata da Giovan Battista Caretti, tra il 1835 e il 1840,
per volere di Alessandro Torlonia. Il primo nucleo del Casino
era un modesto edificio rurale della Vigna Albani, presente
nell'area almeno da un secolo. A Giuseppe Valadier, già prima
dell'intervento del Caretti, viene attribuita l'idea di
conferire a questo edificio un ruolo non secondario nella
composizione architettonica della nuova Villa. A lui va
attribuita la trasformazione del primitivo Casino, nel periodo
compreso tra il 1802, data in cui ne è attestato l'operato a
Villa Torlonia, e il 1818. Piccolo e raffinato, il Casino fu
usato dal principe Alessandro Torlonia, nel corso dei fastosi
eventi mondani organizzati nella Villa, come dipendenza del
Palazzo principale, al quale era collegato da una galleria
sotterranea, che ancora oggi unisce i due edifici. Esso godeva
di una posizione privilegiata, in quanto, dalle finestre del
piano nobile e da una bella balconata che corre lungo il
prospetto principale, si godeva una magnifica vista sulla Villa
e si poteva assistere agli spettacoli organizzati nel
sottostante Anfiteatro, demolito nel 1910 per l'ampliamento
della via Nomentana. L'architettura esterna del Casino presenta
alcuni elementi decorativi originari, come i due bei portali in
marmo con colonne antiche, situati nei due prospetti minori, i
vasi di ghisa che decorano il cornicione e, sulle facciate
principali, resti di un fregio realizzato a monocromo,
raffigurante il Trionfo di Alessandro a Babilonia.
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