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ROMA - I MONUMENTI
OBELISCO DELLA MINERVA
La Piazza della Minerva prende il nome dal Tempio di Minerva Chalcidica, di età domizianea, che sorgeva allo sbocco di via del Piè di Marmo su Piazza del Collegio Romano, perché a esso si credeva appartenessero i ruderi sul quale è stata costruita la chiesa di Santa Maria sopra Minerva che prospetta sulla piazza. Al centro si erge l'OBELISCO ritrovato nel 1665 nell'area del vicino Tempio di Iside, detto Iseo Campense, cioè del Campo Marzio. Si tratta del più piccolo obelisco di Roma: è alto appena m 5,47, ma con il basamento, l'elefante e la croce terminale raggiunge l'altezza di m 12,69; venne eretto nel VI sec. a.C. a Sais dal faraone Aprie. Venne innalzato nel 1667 su un curioso basamento disegnato da Gian Lorenzo Bernini e realizzato da Ercole Ferrata. Il piccolo monolito poggia, infatti, sulla groppa di un elefantino, che volge le spalle all'ex convento dei Domenicani. Fu il papa stesso, Alessandro VII Chigi (1655-67), che consigliò Bernini di poggiare il monolito direttamente sulla groppa dell'elefantino, come fu anche il papa a volere che fosse incisa, oltre all'epigrafe di memoria storica, la seguente di carattere filosofico:
SAPIENTIS AEGYPTI
INSCVLTAS OBELISCO FIGURAS
AB ELEPHANTO
BELLVARVM FORTISSIMA
GESTARI QVISQVE HIC VIDES
DOCVMENTVM INTELLIGE
ROBVSTAE MENTIS ESSE
SOLIDAM SAPIENTIAM SVSTINERE
Ovvero "Chiunque tu sia, puoi
qui vedere che le figure (cioè, i geroglifici) del sapiente Egitto scolpite
sull'obelisco sono sostenute da un elefante, il più forte degli animali: capisci
l'ammonimento, che è proprio di una robusta mente sostenere un solida sapienza".
Del monumento dette poi una raffigurazione simbolica il gesuita Athanasius
Kircher, studioso di geroglifici in modo piuttosto fantasioso, che aiutò il
Bernini nell'interpretazione dell'obelisco collocato nella Fontana dei Quattro
Fiumi di piazza Navona. Così il geroglifico, oggi noto per essere il nome del
faraone Psammetico, era da lui interpretato in questi termini: «La protezione di
Osiride contro la violenza del nemico Tifone deve essere attirata secondo i riti
appropriati e le cerimonie con sacrifici e mediante l'appello al Genio tutelare
del triplice mondo, per assicurare il godimento della prosperità
tradizionalmente concessa dal Nilo contro la violenza del nemico Tifone". E
sulla collocazione in piazza della Minerva commentava con un distico in latino
che in italiano suona così:
Sei sapiente, elefante, sei
sapiente Minerva,
dunque custodite bene insieme questa piazza!
(Fonte http://angolohermes.interfree.it/ )