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ROMA - I MONUMENTI
ISOLA TIBERINA Come arrivare
Il corso del Tevere attraversa il centro di Roma
disegnando una doppia ansa; nella parte piu bassa di questo tratto affiora una
striscia di terra, detta Isola Tiberina, lunga poco più di 300 metri e larga non
più di 90.Ha la forma tipica di un'imbarcazione; ciò ispirò la leggenda secondo
la quale l'isola sorgerebbe sul sito di una nave affondata. In effetti, una
volta l'isola stessa era sistemata come una nave. Aveva i lati rivestiti tutt'intorno
di travertino, a simulare la prua e la poppa di un'imbarcazione; al centro
sorgeva un obelisco che rappresentava l'albero maestro.Oggi abbiamo solo una
vaga idea di quale fosse l'aspetto dell'isola; il disegnatore e cartografo
Étienne du Perac, che nel XVI secolo realizzò una pianta di Roma antica,
immaginò l'isola come si vede più in basso.
Il rivestimento in travertino aveva fregi riferiti ad Esculapio, il dio romano
della medicina. Infatti sin dal III secolo aC l'Isola Tiberina era stata
consacrata a questa divinità, per la quale era stato costruito un tempio davanti
all'anzidetto obelisco.
Del rivestimento originale rimangono
solo pochi frammenti, all'estremità meridionale dell'isola (vedi a destra),
mentre non rimane nulla del tempio, né dell'obelisco. L'isola è collegata alla
terraferma per mezzo di due antichi ponti romani. Sul lato occidentale, Ponte
Cestio (qui a destra) conduce al rione Trastevere. Edificato nel I secolo aC,
prese il nome da Lucio Cestio, amministratore civico e fratello di quel Gaio
Cestio sepolto nella celebre piramide presso Porta San Paolo.
Frequentemente danneggiato dalle inondazioni e altrettanto spesso restaurato,
nel tardo XIX secolo dovette essere completamente ricostruito. Furono impiegati
i frammenti dell'originale, ma la forma del ponte venne modificata, così da
adattarsi ai nuovi muraglioni lungo le sponde del fiume (1875 c.ca, ): le sue
estremità inclinate furono raddrizzate, e i due archi su cui queste poggiavano
venero ingranditi, così da uguagliare in dimensioni quello centrale. Questa
modifica aveva anche lo scopo di lasciar scorrere l'acqua più facilmente di
prima, scongiurando il rischio di future alluvioni. Sul lato orientale, Ponte
Fabricio porta verso il rione Ripa, a cui la stessa isola appartiene. Fu
edificato qualche anno prima di quello precedente: è il più antico ponte di Roma
esistente entro la cerchia delle mura (secondo solo a Ponte Milvio, che sorge
2.5 km a nord delle mura). Lucio Fabricio era curator viarum, e si occupava
quindi delle strade cittadine; il suo nome è inciso sulla cornice bianca delle
arcate del ponte. La gente chiama questo ponte anche Quattro Capi, per via di
due erme a quattro teste poggianti sul parapetto, una per lato. Sono di età
romana, ma non appartengono alla struttura originale; furono collocate qui alla
fine del '500, sotto papa Sisto V, in occasione di un restauro.
Secondo una leggenda popolare, queste teste sarebbero quelle degli architetti
che il papa aveva incaricato di occuparsi del restauro del ponte. Costoro, però,
erano in disaccordo, e continuavano a litigare fra loro. Sisto V, irritato da
tale indegno comportamento, li fece decapitare. Ma poiché il ponte era stato
restaurato bene, riconobbe la validità del loro operato collocando qui i loro
ritratti.
Il ramo del fiume che scorre sotto
Ponte Fabricio è piuttosto esiguo; quando venne discussa la messa in opera dei
muraglioni ed altri lavori (1871-75), qualcuno perfino suggerì di riempire il
letto del fiume su questo lato, lasciando che il Tevere scorresse solo sotto
Ponte Cestio, ciò che avrebbe comportato la scomparsa dell'isola. Per fortuna il
progetto non ebbe successo.
Le
antiche tradizioni mediche dell'isola, connesse al culto di Esculapio, non si
estinsero col tempo. All'inizio del medioevo, quando il tempio era già in
rovina, l'Isola Tiberina divenne sede di un ricovero, gestito da frati, dove i
malati ricevevano le cure del caso. Questa popolare istituzione un po' alla
volta si trasformò in un vero e proprio ospedale, fondato nel XVI secolo, che è
ancora attivo, e anzi rappresenta una delle strutture sanitarie di punta di
Roma.
Invece l'altra metà dell'isola è in larga parte occupata da una piccola piazza,
alla cui estremità è San Bartolomeo, una chiesa fondata nel X secolo, edificata
sui resti dell'antico Tempio di Esculapio.
Al centro dell'isola, dove una volta sorgeva l'obelisco, i resti della Torre
Caetani sono tutto ciò che rimane di una casa fortificata medievale.
Una rampa di scale conduce in basso all'ampia banchina, seguendo la quale è
possibile fare il giro completo dell'isola. Qui tanto i romani che i turisti
amano passeggiare e prendere il sole, ma questo è anche un ottimo punto per
osservare da vicino gli antichi ponti.