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ROMA - I MONUMENTI
FONTANA DI PIAZZA FARNESE Piazza Farnese
Le due fontane furono
costruite entro il 1626 per volontà della famiglia Farnese
sulla piazza antistante la propria residenza. Girolamo
Rainaldi (1570-1655), autore del progetto, le realizzò
riutilizzando due monumentali vasche di età romana in
granito egizio, già presenti sulla piazza.
La provenienza delle due vasche antiche non risulta del
tutto chiara. Secondo le fonti antiquarie, arrivarono in
piazza Farnese dalle Terme di Caracalla in tempi diversi e
con alterne vicende: poco dopo l'allargamento (1538) e la
pavimentazione con ammattonato (1545) della piazza, è
testimoniata la presenza di una sola conca, che nel 1568
veniva sottoposta a restauro. In una stampa del van Cleef,
infatti, databile intorno al 1545 - 1550, è visibile
nell'area antisante il palazzo Farnese un'unica vasca,
collocata in asse con il portale dell'edificio e utilizzata
come palco per una corrida che si svolge tutt'intorno. Solo
alla fine del Cinquecento il cardinale Alessandro Farnese
otteneva dalla Camera Apostolica che fosse trasportata nella
piazza una seconda vasca, già in piazza S.Marco da più di un
secolo e ritenuta proveniente anch'essa dalle Terme di
Caracalla.
Le vasche vennero riadattate come fontane solo nel XVII
secolo, con l'adduzione dell'acqua Paola in via Giulia.
Infatti, con chirografo del 1 settembre 1621, Gregorio XV
Ludovisi (1621 - 1623) regalava ai Farnese, ad uso del loro
palazzo, un'enorme quantità di acqua Paola (40 once). In
seguito alla donazione, i Farnese commissionarono
all'architetto Girolamo Rainaldi il progetto per la
trasformazione delle due vasche in moderne fontane.
Le due fontane presentano un identico schema: un bacino
mistilineo in travertino, collocato su basamento ad un
gradino, accoglie al centro la vasca ovale di granito
egizio, ornata sui lati lunghi da una protome leonina
centrale e da due maniglioni. Al centro della vasca si eleva
un elaborato balaustro in travertino con piede circolare che
sorregge una tazza marmorea quadrilobata sormontata da un
giglio farnesiano.
Apparentemente identiche, le due vasche romane in realtà si
diversificano per dimensioni, decorazione e stato di
conservazione delle superfici: la vasca della fontana
collocata verso la chiesa di S. Brigida, più piccola e con
superfici quasi perfettamente conservate, presenta segni di
rilavorazione nelle protomi leonine, stilisticamente
riferibili al XVI secolo. L'altra vasca, con larghe zone di
distacco dei materiali ed una delle maschere leonine quasi
totalmente abrasa, non subì rimaneggiamenti in età moderna,
e conserva, pertanto, più integra la lavorazione originaria.
Entro il 1920 le fontane, già proprietà dell'Azienda
Farnesiana, passarono al Comune di Roma. Nel 1938-1939 la
fontana a sud-est subì un intervento di restauro che
comportò la sostituzione integrale del giglio, del balaustro
e del labbro del bacino inferiore. L'altra invece, non venne
toccata, e risulta quindi meglio conservata nelle parti
secentesche: il giglio apicale, presumibilmente originario,
è in marmo bianco. Le fontane sono state sottoposte a
restauro nel 1992-1993
Fonte: www.comune.roma.it