|
|
||||
|
ROMA - LE CHIESE
CHIESA DI SAN LORENZO IN LUCINA Piazza di San Lorenzo in Lucina 16
Le origini di quest'antichissima basilica ci sono ignote; forse si collegano ad alcune delle celebri matrone cristiane del secolo III e IV che ebbero il nome di Lucina e che ivi possedettero una casa ove si adunavano i fedeli. Nel secolo VI era già chiesa stazionale; ed anche oggi fra i titoli è il primo dell'ordine dei Preti. Circa il 685 Benedetto II la restaurò, più tardi nuovi lavori vi fecero Adriano I nel 780 e finalmente Celestino III che la consacrò di nuovo ai 26 maggio dell'anno 1196.
In quella circostanza furono poste nell'altare maggiore molte reliquie insigni, delle quali resta un ricordo in questa lapide:
† ANNO DOMINICE INCARNATIONIS · MILLEISMO · C · XCVI · PONTIFICATVS DNI CELESTINI TERTII PAPE · ANNO EIVS · VI · INDICTIONE · XIIII · MENSE MADII · DIE · XXVI ·
DEDICATA FVIT HEC ECLESIA PER MANVS EIVSDEM CELESTINI · CVM QVO INTERFVERVNT ARCHIEPISCOPI EBORACENSIS ACCERVNTINVS · SIPONTINVS · EPISCOPI ·
AL · ALBANENSIS · OCTAVIANVS · HOSTIENSIS · PETRVS PORTVENSIS · IOHANNIS BITERBIENSIS · NICOLAVS · SINFORONIENSIS · PAVLVS · ORTANVS · SABARISCIVS
BATONIENSIS · CAPVAQVENSIS · A · REATINVS · B · NARNIENSIS · IACOBVS · AMELIENSIS · ET TOTA CVRIA CARDINALIVM · PRESIDENTE
HVIC ECLESIE CINTHIO CARDINALI · FACTA EST AVTEM HEC DEDICATIO AD HONOREM DEI ET BEATI LAVRENTII MARTIRIS CVM
DEVOTIONE TOTIVS POPVLI ROMANI ET ADIACENTIVM POPVLORVM CVM TANTA SOLLEPNITATE ET GLORIA QVANTA HACTENVS NEC RECO
GNITA NEC VISA FVIT · HEE SVNT RELIQVIE · QVE SVNT RECONDITE IN ALTARI MAIORI · II · AMPVLLE CVM ADIPE ET SANGVINE BEATI LAVRENTII · ET VAS PLENVM DE
CREMATA CARNE BEATI LAVRENTII · GAVSAPAE QVO ANGELVS TERSIT CORPVS EIVS · CRATICVLA SVPER QVA ASSATVS FVIT · ET CORPORA BEATORVM · MARTYRVM · ALEXANDRI PAPE ·
EVENTII · THEODOLI · SEVERINE · PONTIANI · EVSEBI · VINCENTII · ET PEREGRINI · GORDIANI · ET FELICVLE VIRGINIS ET MARTIRIS · SIMPRONII · ET VESTIS · S · SI
STI ET · IIII · DENTES APOSTOLORVM PHILIPPI · ET · IACOBI · DE LIGNO CRVCIS XPRISTI · DE PETRA SEPVLCRI · ET RELIQVIE SANCTORVM CESARII · MARTINI · PAPE · ADRIANI · IVLIANI MARTYRVM
MARCELLINI · ET PETRI · MARCI ET MARCELLIANI · ROMANI · EPIFANII · MARTINI · NEMESII · OLIMPII · THEODOLI · LVCILLE · QVEST SVPERIE · AGRIPPINE · ABDON
ET SENNES · ET OCTO BRACHIA SANCTORVM · YPOLITI · IVSTINI PRESBITERI · QVIRINI PRESBITERI · FELICIS · ET AVDACTI SIMPHOROSE · IVSTINI · ET · EVGENII · MARTIRVM ·
Conserva ancora nella fronte il suo tipo basilicale, essendo preceduta da un portico sostenuto da colonne; l'interno però non ritiene più nulla d'antico, perchè nel principio del secolo XVII fu di nuovo tutta rinnovata. In quel portico si legge la seguente interessante epigrafe del medio evo, cioè un' iscrizione dell'antipapa Anacleto II del 1130:
† ANNO DNI · M · C · XXX ·
ANNO · VERO · DOPMNI ·
ANACLETI · SECVNDI · PAPE
PRIMO · INDICTIONE · VIII ·
MENSE MADIO DIE XX
QVINTA · DEDICATA EST
HÆC ECLESIA BEATI LAVRENTII ·
ET IN MAIORI ALTARI
PER MANVS EIVSDEM
PONTIFICIS RECONDI
TA SVNT CORPORA SANCTORVM
MARTYRVM · ALEXANDRI · PAPE ·
EVENTII · THEODOLI · ET
SEVERINE · ET VESTIS
SANCTI XISTI MARTIRIS
ATQ · PONTIFICIS · ET DVE AMPVLLE VI
TREE CVM SANGVI
NE ET ADIPE · BEA
TISSIMI ATQVE
GLORIOSISSIMI
MARTIRIS LAV
RENTII ·
† FVRCVLA · CRATI
CVLE · FERRVM · CVM
COMPEDE IVNCTA ·
GAVSAPE · PINGVE
DO · SVNT HOC IN
DOMATE CVNCTA
Al nostro titolo è stato da alcuni erroneamente applicato il passo del libro pontificale in Sisto III, fecit quoque basilicam alteram beato Laurentio, il quale si riferisce alla basilica maggiore dell'agro Verano; e in tale errore è caduto anche il Gregorovius. La sua antichità risulta anche dall'essere notata fra le chiese presbiteriali col nome di Titulus Lucinae fino dal secolo V, come abbiamo nel concilio di Simmaco. Nel luglio del 1872 furono scoperte presso la chiesa alcune specie del secolo ottavo in occasione di lavori fatti sotto il palazzo Fiano. Quei sepolcri spettavano certamente ai portici ed alle esedre della contigua basilica. Uno degli epitaffi è del tempo di Adriano I e del 783; appartiene ad un diacono di nome Paolo che sottoscrisse al sinodo romano di quell'anno. Si rinvenne pure in quegli scavi un frammento di epigrafe damasiana, il cui testo non è fra quelli trascritti negli antichi codici da coloro che li videro prima della loro devastazione. Nella chiesa si venera il ferreo letto sul quale fu disteso il santo levita, e dove sopportò l'orribile martirio: le dimensioni di quello strumento sembrano in vero poco proporzionate alla lunghezza d'un corpo umano; ma checché sia di ciò, fu creduto che per questa ragione fosse la chiesa appellata S. Lorenzo della Craticola; il che, come ottimamente dimostra il Martinelli, è falso: c' era una chiesa a Roma dedicata a S. Lorenzo e detta della Craticola, dove forse si conservò sino alla sua distruzione quel sacro cimelio che veneriamo oggi nel titolo di Lucina. Sull'altare maggiore c'è il celebre Crocifisso di Guido Reni. Qui si raccoglieva la congregazione detta della Buona Fama, posta sotto la protezione di S. Giovanni Nepomuceno, la quale fu eretta in Roma ai 13 maggio 1737 e fu ripristinata nel maggio del 1883. Paolo V affidò la chiesa ai chierici regolari minori i quali la restaurarono nel 1650. È ad una sola nave con quattro cappelle per lato. Fra i monumenti di uomini illustri che si conservano, è da ricordare quello di Niccolò Poussin eretto dal visconte di Chateaubriand.
Tratto dal testo di pubblico dominio "Le Chiese di Roma" di Mariano Armellini, 1891