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ROMA - LE CHIESE
CHIESA DI SAN CLEMENTE, Via S. Giovanni in Laterano
E' una costruzione a quattro livelli: in fondo ci sono resti di epoca repubblicana ed augustea, fino all'incendio di Nerone del 64 d.C., più su resti della Roma imperiale, compreso il tempio mitraico: una sala con volta a botte che simula una grotta, col triclinio per il banchetto sacro e in mezzo l'ara col bassorilievo di Mitra che uccide il toro. Ancora più su, ecco la basilica originaria, già citata da San Girolamo nel 385 - San Clemente era stato il terzo papa - in cui ci sono affreschi importanti e quasi unici. Furono eseguiti dal nono all'undicesimo secolo, compreso quello assai noto per una delle prime scritte in lingua volgare: un impresario che si rivolge ai suoi lavoranti e dice, come in un fumetto, in italo-romanesco del secolo XI: Fa live de retro co' lo palo, Carvoncelle. - Alberte, trai. Fili de pute, traite (Fa leva di dietro col palo, Carvoncello - Alberto tira. Figli di male donne, tirate). L'ampio pavimento cosmatesco, colorato e ordinato, con dischi di porfido e di serpentino e inserti floreali e stellari; la schola cantorum, il cui recinto occupa buona parte della navata maggiore, con due amboni - tribune sopraelevate per la lettura dei testi sacri - quello dell'Epistola e quello del Vangelo; la cappella di Santa Caterina, affrescata da Masolino per il cardinale Branda Castiglione, dopo l'impresa della cappella Brancacci e prima di quella di Castiglione Olona. Masolino ha eseguito gli affreschi attorno al 1428, con la probabile partecipazione di Masaccio, che morì a Roma appunto in quell'anno. Parte fondamentale della chiesa è il mosaico della conca absidale.