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ROMA - LE CHIESE
CHIESA DI S. NEREO ED ACHILLEO, Via delle Terme di Caracalla 28
In
questo luogo sorse, nei primi secoli dell’era cristiana (prima del 330
d.C.), una chiesa denominata ad fasciolas o fasciolae e dedicata al
culto di San Pietro martire. Una tradizione riferisce infatti che
l'apostolo Pietro, fuggendo dal carcere Mamertino, in questo luogo
perdette la benda (appunto fasciola) che copriva le ferite prodotte al
piede dai ceppi della prigionia. Secondo la tradizione, basata sugli
apocrifi Acta Petri, Pietro incontrerà Gesù sulla via Appia, a breve
distanza da questa chiesa, nei pressi delle attuali Catacombe di S.
Callisto. Alla sua domanda: "Signore dove vai?" (Domine quo vadis?), il
Signore risponde: «A Roma per essere crocifisso di nuovo». E Pietro
comprende di esser chiamato a dare la sua vita a Roma come il Maestro.
Un’altra tradizione colloca l’episodio nel trasferimento di S. Pietro
dal carcere al luogo del martirio nel 67 d.C. Ai tempi di S. Gregorio
Magno (590-604), la Chiesa fu dedicata ai Santi martiri Nereo ed
Achilleo, ma mantenne nel nome il “Titulus fasciolae”. Il luogo di
costruzione era paludoso e malsano tanto che, sotto il pontificato dì
Leone III (814), la vecchia chiesa era ormai completamente diroccata e
affondata nel terreno. Papa Leone III decise di abbattere la vecchia
chiesa e farne costruire una nuova di maggior decoro e bellezza in una
zona più stabile nei pressi . Di questo periodo, resta oggi il mosaico
dell'arco trionfale, che ancora si può ammirare. Dopo un secondo periodo
di abbandono, Papa Sisto IV (1471-1484), per il Giubileo del 1475, la
restaurò ridimensionandola ed apportando alcune modifiche strutturali,
come l’adozione dei pilastri in muratura al posto delle colonne. Di
nuovo seguì un periodo di degrado fino alla vigilia del Giubileo del
1600. Il Card. Cesare Baronio, della Congregazione dell'Oratorio di
Roma, fece istanza al Papa per averne il titolo cardinalizio con il
proposito di riportarla a nuovo splendore. Con un breve di Papa Clemente
VIII del 29 giugno 1597, la chiesa venne assegnata in perpetuo alla
Congregazione dell'Oratorio. E' questa la data che segna la nuova storia
della Basilica. Il Cardinal Baronio profuse un grande impegno, portando
a termine intensi lavori di ristrutturazione e di abbellimento, tra i
quali il ciclo di affreschi che decorano tutte le pareti della chiesa.
La struttura della chiesa esternamente ricorda quella di una chiesa
romanica con i tetti a spiovente. La facciata della Basilica, semplice
dal punto di vista architettonico, con i lavori fatti alla fine del '500
era stata ornata da fregi e decorazioni, che ne animavano la superfici
creando l'illusione di elementi costruttivi come nicchie, lesene,
colonne e finestre. Tale decorazione è ormai quasi completamente
scomparsa. Solo l‘immagine della Madonna posta al vertice del
timpano si è conservata. Due colonne in granito sorreggono il timpano
del portale con il titolo della chiesa.
Interno
Quello che colpisce entrando è la particolare atmosfera di questa chiesa
prodotta dal connubio tra la componente medioevale e romanica apportata
dai marmi della scuola dei Cosmati, dalle colonne di laterizio e dai
mosaici dell'abside da un lato e dalle ricche decorazioni delle pareti
della fine del Cinquecento dall'altro.
La Basilica è a tre navate con un tetto a capriata. Le navate sono
divise da colonne ottagonali fatte di laterizi e sormontati da
capitelli. L'uso del laterizio al posto delle colonne è abbastanza
atipico per un interno di chiesa (si tratta come abbiamo visto di un
intervento fatto alla fine del 1400). Di gran pregio, il pavimento
di scuola cosmatesca. Alla fine della navata centrale, transenne
marmoree affiancate da due amboni e da un pulpito sempre in stile dei
marmorari romani introducono al bellissimo altare coperto da un
baldacchino sorretto da quattro colonne di marmo africano. Dietro
all’altare, nell’abside una bellissima cattedra episcopale in stile
gotico che poggia su due leoni di marmo.
Gli affreschi ed i mosaici
Ma quello che soprattutto colpisce visitando la chiesa, è il complesso
degli affreschi e mosaici che decorano le pareti alte della navata
centrale, quelle basse delle navate laterali e quelle dell’abside.
La navata centrale e l’abside
Gli affreschi sopra i pilastri delle navata centrale sono dedicati alla
vita ed al martirio dei SS. Nereo, Achilleo e Domitilla .
Angeli con la palma e la corona del martirio ritmano gli spazi sopra le
colonne. La loro attribuzione è discussa. Per molto tempo si è parlato
del Pomarancio.
Sul lato destro ritroviamo in successione:
· Santi Nereo e Achilleo inviati a Ponza dall'imperatore Domiziano
· Rito dei voti virginali di santa Domitilla
· Battesimo dei tre santi
Sul lato sinistro sono ricordati :
· Il Martirio dei santi Nereo e Achilleo a Terracina
· Il Battesimo delle sante Teodora e Eufrosina
· Il Martirio di santa Domitilla e compagne
Abside
Nella parte inferiore del catino absidale, al di sotto di un pregevole
cornice marmorea di origine romana, si estende un grande ed affollato
affresco raffigurante S. Gregorio Magno che pronuncia la sua omelia
XXVIII, proprio sulle tombe dei due martiri nel cimitero di Domitilla.
L’opera è attribuita a Girolamo Massei.
Nel catino absidale in alto i Santi Nereo, Achilleo, Simplicio,
Serviliano, Cesareo e le Sante Flavia Domitilla e le sue compagne nel
martirio Eufrosina, Felicola e Plautilla intorno alla Croce. Sull’arco
che incornicia l’abside, si estende un mosaico di grande valore
artistico risalente al periodo di Leone III (VIII secolo). Il tema
centrale è la trasfigurazione sul Tabor: Gesù tra Mose ed Elia ed i tre
apostoli Pietro Giovanni e Giacomo che prostrati a terra davanti allo
splendore della Trasfigurazione. A sinistra il mistero
dell'Annunciazione, sulla destra il mistero della Divina Maternità (la
Theotokos). Ai lati della finestra, affreschi con i Santi Pietro e
Paolo. Al centro, seduti i sei martiri: da destra Domitilla, Eufrosina,
Teodora, Nereo, Achilleo, Cesareo. Ai lati della porta, affreschi di S.
Gregorio e S. Clemente.
Le navate laterali
Le due
navate laterali hanno, al centro, un piccolo altare arricchito da un
edicola in cui sono inserite pregevoli pale.
· Navata Destra
Al centro della navata, altare decorato con una tela raffigurante La
Madonna adorata dagli angeli di Durante Alberti.Alle pareti, affreschi
di scuola romana della fine del Cinquecento rappresentanti scene di
martiri. A partire dalla parete vicino all'ingresso: Matteo, Tommaso,
Giacomo Minore, Simone, Giuda Taddeo, Mattia, Paolo.
· Navata Sinistra
Al centro, altare decorato con una tela raffigurante i "Santi Nereo,
Achilleo e Domitilla", opera di Cristoforo Roncalli (detto il Pomarancio).
Alle pareti, affreschi di scuola romana della fine del Cinquecento
rappresentanti scene di martiri di santi. A partire dalla parete vicino
all'ingresso: Bartolomeo, Filippo, Giovanni Evangelista, Giacomo
Maggiore, Andrea, Pietro. Al termine della navata sinistra, sulla parete
di fondo, ritratto di S. Filippo Neri, pregevole affresco del XVIII sec.
Per saperne di più: http://www.chiesanuova.net/it/index.htm