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ROMA - LE CHIESE
CHIESA DELLA MADONNA DELL'ARCHETTO, Viale delle Belle Arti
L'effigie della Madonna detta dell'Archetto fu commissionata dalla marchesa Savorelli nel 1690 al bolognese Domenico Muratori, allievo della scuola del Caracci, il quale la copiò da un'immagine custodita da suor Ersilia Mellina, cappuccina del monastero della S.S. Incarnazione del Verbo Divino. La sacra immagine fu posta entro un'edicoletta sotto l'arco situato fra Palazzo Casati e l'edificio della confraternita di S. Antonio, in un vicoletto che congiungeva via di S. Marcello con via dell'Archetto e da questa posizione prese il nomignolo che ancora oggi conserva. Il 9 luglio 1796 fu al centro di un evento prodigioso, in quanto alcuni passanti riferirono di averla vista muovere gli occhi. In ricordo di questo evento eccezionale, riconosciuto autentico dopo un rigoroso processo apostolico, nel 1851 l'architetto romano Virginio Vespiniani edificò un minuscolo santuario, la più piccola chiesa di Roma, dove l'icona di Maria "Causa nostrae letitiae" è oggetto di grande venerazione da parte dei romani. Il piccolo tempio, assai raccolto e perla dell'arte neo-rinascimentale, è abbellito da una graziosa cupola riccamente decorata con intagli in legno, di aspetto sontuoso, nonostante le sue limitate proporzioni, e riprodotta a specchio sul pavimento per dimensione e disegni geometrici. L' interno è ornato da pitture ad encausto di Costantino Brumidi, meglio conosciuto come il "Michelangelo" degli Stati Uniti in quanto affrescò il campidoglio di Washington, e da statue di gesso di Luigi Simonetti raffiguranti angeli in forma di cariatidi contenute in eleganti nicchie. La piccola chiesa è affidata alle cure della Primaria Associazione Cattolica Promotrice di opere buone, fondata nel 1870 dal Pontefice Pio IX e la festa, in rievocazione del miracolo, ha luogo la prima domenica di luglio.