|
|
||||
|
ROMA - LE CHIESE
CHIESA DEL SUDARIO DEI PIEMONTESI, Via del Sudario, 47
È nel cuore della
Roma antica, lungo una piccola strada che da Largo Argentina porta a Piazza
Vidoni incastonata, come una preziosa perla del barocco capitolino, tra S.
Andrea della Valle e S. Biagio e Carlo ai Catinari. La Chiesa del SS. Sudario fu
voluta a Roma dalla comunità dei sudditi piemontesi. Fu progettata e realizzata
dall’Architetto Carlo Di Castellamonte nel 1605, ad un’unica navata con due
cappelle laterali, ricca di stucchi pregevoli che danno l’effetto del marmo
vero. Il pavimento è realizzato con materiale lapideo policromatico mentre gli
elementi dell’ordine architettonico della zona presbiteriale sono ricoperti di
diaspro di Sicilia.
Sull’altare maggiore, vero centro di tutto il complesso sacro, è sito un
dipinto seicentesco raffigurante una “Pietà” di Antonio Gherardi e, più in alto,
tra il Padre e gli Angeli è posta la Sacra Sindone, di dimensioni originali,
realizzata dalla venerabile Maria Francesca di Savoia e donata dal Papa Clemente
VIII alla Chiesa stessa.
Altre opere sono poste all’interno delle due Cappelle laterali. La volta
è affrescata da Cesare Mallari (1840-1919).
Varie vicende storiche hanno segnato, e non sempre positivamente, la
vita di questa Chiesa. Con l’avvento della Repubblica Romana nel 1798 fu sciolta
l’Arciconfraternita del Sudario e venne chiusa l’omonima cappella. Nel 1809,
dopo la caduta di Napoleone, Pio VII riaprì al culto la Chiesa. Dal 1837 divenne
luogo di culto della chiesa nazionale sarda sotto l’amministrazione del Re di
Sardegna presso la Santa Sede.
Dopo la “breccia” di Porta Pia, con verbale del 2 dicembre 1871, la
Chiesa del SS. Sudario diventa parte della “Casa” del Re e sede ufficiale del
Cappellano maggiore palatino dove, dopo l’interdetto di Pio IX sulle Cappelle
dell’ex palazzo apostolico del Quirinale, si svolgevano tutti i Riti sacri della
Famiglia Reale.
Infine, dopo la caduta della monarchia, tutto il complesso del Sudario
passò in gestione alla Segreteria Generale della Presidenza della Repubblica e
nel 1984, con il nuovo concordato, abolite le Cappelle palatine, la Chiesa del
Sudario è stata acquisita dall’Ordinariato Militare che ne ha fatto oggi sede
degli Uffici pastorali e giuridici per la famiglia.
Fonte: http://www.ordinariato.it/