ROMA - LE CHIESE

 

 

CHIESA DEI SANTI SILVESTRO E MARTINO AI MONTI,  Via del Monte Oppio 28    Come arrivare

 


Sul colle Oppio declivio dell’Esquilino, s’innalza da secoli maestosa la basilica dei Santi Silvestro e Martino ai Monti. Nel III secolo un cero Equizio forse prete romano, costruì una prima chiesa, dedicata inizialmente a Maria santissima Gaudiam Christianorum, in quanto tra quelle mura Papa Silvestro incontrando nella sua attività l’imperatore Costantino per intercessione di Maria, ottenne la pace per il mondo cristiano. La chiesa affidata prima ai Benedettini ed in seguito ai Canonici Regolari, nel 1299 venne data da Bonifacio VIII ai carmelitani con l’annesso convento, a condizione che vi erigessero una casa di studio. Il convento durante i secoli subì numerose devastazioni, dovute alle guerre e alle varie soppressioni del passato. Sede di vari capitoli generali dell’Ordine Carmelitano, il convento è stato anche residenza del Priore Generale e della sua curia. Nel 1759 venne incorporato alla Provincia Romana, che in esso vi stabilì la curia provincializia. Il convento fu nei secoli restaurato varie volte (ricordiamo il rinnovamento ed ingrandimento fatto dai Generali Audet e Filippini e quello più recente del 1958, in cui il convento è stato completamente rinnovato dalle fondamenta). Anche la Basilica nel corso dei secoli, ha subito vari cambiamenti. Nel 509 Papa Simmaco edificò la Basilica sopra il titolo di Equizio, dedicandola a San Martino di Tours. Restaurata nel 772 da Adriano I, oggi si conserva qualcosa della originaria Basilica, demolita nel 844-847 da Sergio II che costruì l’attuale, completata da Leone IV. I grandi lavori però si ebbero nella seconda metà del XVII secolo, ad opera del Generale Giovanni Antonio Filippini, che la restaurò degnamente insieme al convento (l’attuale barocco della chiesa risale appunto a questo periodo). Grandi artisti lavorarono a S. Martino ai Monti chiamati dal Filippini, e ricordiamo Filippi Gagliardi autore della cripta, Gaspare Dughet autore degli affreschi di S. Elia, Paolo Naldini e altri. Nella cappella si venera l’immagine cinquecentesca della Madonna del Carmine opera di Girolamo Massei, venerata da Papi e Santi, quali S. Giuseppe Benedetto Labre. Il titolo equizio che si trova sotto la Basilica è uno dei più belli di Roma, per le testimonianze d’arte e di fede ivi presenti. S. Martino ai Monti sede cardinalizia, ha avuto titolari illustri cardinali specie quelli di Milano, ed il teatino S. Giovanni Tomasi di Lampedusa. Tanti uomini illustri dell’Ordine sono vissuti a S. Martino e vogliamo ricordare su tutti il Venerabile Angelo Paoli Padre dei Poveri. S. Gaspare del Bufalo è stato battezzato proprio nella Basilica di S. Martino.
La basilica fu fondata da Papa Silvestro ed in origine fu chiamata S. Silvestro (Lib. Pont. XXXIV, 33); Papa Simmaco (498-514) l’ampliò con l’unione della chiesa di San Martino (Lib. Pont. I, 46). Papa Adriano I (Lib. Pont. XCVII, 73) la restaurò ed al tempo di Leone III (Lib. Pont. XCVIII, 75) é detta diaconia SS. Silvestri et Martini quae ponitur juxta Orfeam". Sergio II ricostruì la chiesa "a fundamentis" (844-847; Lib. Pont. CIV, 27. Il titolo della chiesa, nelle biografie dei pontefici dei sec. IX e X, é "basilica SS. Silvestri et Martini tituli Equitii", poi il nome di S. Silvestro cadde in disuso. La cura d’anime passò dal clero basilicale all’Ordine dei Carmelitani con la lettera apostolica "Oblata nobis" del 1 maggio 1299 di Bonifacio VIII, già titolare quando era cardinale. Francesco Scannapieco, generale dei Carmelitani, trasformò la basilica nella forma attuale nel sec. XVII. La parrocchia risulta già eretta secondo le espressioni della bolla di Bonifacio VIII. La costruzione ex novo della chiesa dedicata a S. Martino di Tours e un ampliamento dell’attigua chiesa di S. Silvestro deve attribuirsi al papa Simmaco (Cfr. R. Vielliard, "Les origines du titre de Saint-Martin aux Monts",
Roma, 1931). Il nome di "basilica SS. Silvestri et Martini" data dai codici della seconda redazione della vita di Simmaco (498-514) riflette l’appellativo corrente del secolo IX, o più tardi. Sergio II (844-847) "iuxta latus ipsius basilicae.. monasterium in honore beati Petri apostoli ac Pauli, Sergii et Bachii, sanctique Silvestri et Martini a fundamentis construxit" ("Lib. pont.", II, 97).

 

 

 

Fonte: http://www.vicariatusurbis.org  http://www.carmelit.org

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