LA STORIA DI SAMBUCI (Roma)
La
storia del paese, posto in una depressione della valle dell’Aniene, è legata
all’affermarsi dell’ordine benedettino nel Lazio; infatti la prima notizia sul
luogo è un documento dell’864 con cui papa Niccolò I conferma il possesso del
fundus Sambucula all’ abbazia di Subiaco. Il territorio è ricordato come castrum
solo nel 1052 in un’iscrizione nel chiostro gotico di Santa Scolastica, che
riporta i nomi dei luoghi controllati dal monastero e rimase nelle mani dei
benedettini fino al 1189.L’etimologia
della parola nasce dalla presenza, sul colle su cui sorge e sulla pianura
sottostante, del sambuco, pianta dalle proprietà mediche e culinarie.Dal XIII
secolo tutta la zona della valle dell’Aniene fu teatro di scontri tra le
popolazioni tiburtine e i de Antiochia, legittimi proprietari che infilzarono un
nucleo fortificato e lo mantennero fino al 1541. A seguito di un lascito
testamentario il feudo pervenne ai Mareri e passò successivamente a varie
famiglie nobili: gli Zambeccari (dal 1580), gli Astalli (inizio ‘600), i
Compagnoni Marefoschi (seconda metà del ‘700), i Piccolomini (fine 700) e, da
ultimo, i Theodoli (1878).Il borgo si sviluppa attorno al castello, edificato
nella zona più alta del paese tra il XIII e il XVIIsecolo.
