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LA STORIA DI GRECCIO (RI)

Da alcuni cenni storici, sembra essere stato
fondato da una famiglia o colonia greca, fuggita o esiliata dalla patria per
guerre e distruzioni e stabilitasi in questo luogo, colpita dalla comodità di
difesa naturale che esso offriva; onde il nome di Grecia, Grece, Grecce ed
infine Greccio.
Ebbe a sostenere fiere lotte con paesi confinanti e subì una distruzione per
opera delle soldatesche di Federico II nel 1242, anche nel 1799 subì l'invasione
ed il saccheggio dell'esercito napoleonico.
Il piccolo paese ha avuto un graduale sviluppo nel corso dei secoli e questo è
chiaramente visibile dalle diverse strutture architettoniche; sua caratteristica
è di essere stato edificato su speroni di roccia, in un luogo quasi impossibile.
Il posto è circondato da stupendi boschi di querce ed elci che offrono al
visitatore l'opportunità di lunghe passeggiate su sentieri sicuri e suggestivi,
fino alla Cappelletta di San Francesco, dimora del Santo dal 1209.
L'antico Borgo Medievale che gode di un ottimo panorama, conserva parte della
pavimentazione del vecchio castello (XI sec. circa ) e due delle sei torri di
cui la maggiore trasformata nel XVII sec. in Torre Campanaria. Vicino ad essa,
alla sommità di una scenografica scalinata, la Chiesa Parrocchiale di San
Michele Arcangelo, ricostruita dopo il saccheggio dei Francesi nel 1799, ornata
da pregiate tempere cinquecentesche.
Da citare è anche la Chiesa di S. Maria del Giglio (sec. XVIII circa) e la
Cappellina di San Francesco, edificata, secondo la tradizione, nel posto in cui
San Francesco rese pubblico il luogo designato per la costruzione dell'attuale
Santuario.
Tra le suggestive bellezze naturali, a Greccio, vi è anche quella delle acque
minerali di Fonte Lupetta che scaturiscono a 875 metri d'altitudine e che, in
seguito ad attente analisi, hanno rivelato varie proprietà terapeutiche.
Da ricordare è anche Limiti di Greccio, oggi sede comunale e maggiore frazione
del comune. La sua origine risale, si presume, al 300 a.C. Il fiume Velino
formava un confine (LIMITES) tra le acque del lago e la terra ferma: ne
rappresentava appunto il limite nord-occidentale.
Il console Lucio Curio Dentato, con l'aiuto dei Sabini sottomessi a Roma e già
integrati nei suoi usi e costumi, non potendo avere partita vinta con gli Umbri,
ricorse ad una operazione grandiosa ed efficace: con uno sforzo immane di
braccia aprì un varco alle acque del lago dalla parte nord-ovest facendo
precipitare la massa d'acqua racchiusa nella valle sul territorio degli Umbri
sottomettendoli a Roma, bonificando la grande pianura reatina e formando le
famose cascate delle Marmore (le più alte d'Italia 165 metri).
Il paese di Greccio ha ormai, da secoli, varcato i ristretti limiti del suo
territorio, dove era conosciuto come un piccolo e nascosto centro, per assumere
un'importanza mondiale, dopo aver avuto l'onore di ospitare, per più volte, il
poverello di Assisi che, a Greccio, rievocò per la prima volta la
rappresentazione sacra del presepio.
( tratto dal sito
http://www.prolocogreccio.it
)