LA STORIA DI GAVIGNANO (RM)

 

Trae le sue origini nel tardo periodo della Roma Repubblicana. Il territorio acquista rilevanza, dal punto di vista politico-organizzativo nell’Alto Medio Evo, in concomitanza con il sorgere e l’espandersi delle prime strutture di tipo feudale. La formazione dello Stato della Chiesa, nei cui confini viene a trovarsi il territorio di Gavignano, già territorio del Ducato Romano-Bizantino, ne comportò la dipendenza dalla Santa Sede, che vi esercitò un duplice potere di supremazia temporale, sia patrimoniale, in quanto proprietà della Chiesa, e politico, per essere incluso nell’ambito territoriale dello Stato Pontificio. Luogo di villeggiatura dei Romani che vi costruirono molte ville, come testimoniano i numerosi reperti archeologicI di materiali e tecniche edilizie del periodo, come tratti di mura ad “opus segninum” “opus reticolatum” pavimentazioni in “opus spicatum. Un’altra testimonianza della storia del luogo è data dall’ancora esistente denominazione “Ruscigli” derivante etimologicamente, con molta probabilità da “Rus Juli” ovvero Villa di Cesare. Della villa, probabilmente distrutta durante una incursione dei Vandali nel 455 d.C. rimangono tuttavia resti notevoli, tra cui architravi, capitelli, murature in splendido “opus reticolatum”, mosaici, sui quali i Monaci Benedettini eressero un monastero dedicato alla Madonna di Rossilli, menzionato nella bolla di Papa Lucio VI nel 1182. L’aspetto attuale della Chiesa è dovuto presumibilmente all’intervento di restauro operato dal Cardinale Paolo Crescenzi (1611-1645). Tra e vie medievali si trova il Palazzo di “Corte”, dalla cui terrazza si può ammirare un panorama incantevole che permette la visione di circa 40 Paesi. Sulla facciata del palazzo una lapide in lingua latina ricorda che dentro quelle mura è nato Lotario dei Conti di Segni, eletto con il nome di Papa Innocenzo III. Il Castello posto in posizione dominante sul punto più elevato della collina, ricostruito dopo la distruzione del 1495, ha subito negli anni trasformazioni notevoli, restituito ai Conti di Segni nel 1570, ristrutturato completamento dal nuovo feudatario Cardinale Aldobrandini verso la fine del secolo. Superata definitivamente per l’avvento dell’artiglieria, la concezione del Castello come estremo baluardo di difesa e dimora protetta del signore, l’edificio sarà trasformato in palazzo baronale. Nel giardino interno al castello, sul quale si affacciava il primitivo ingresso, vi è tuttora una loggia del Banditore affiancata ad una finestra in pietra finemente lavorata risalente al ‘500. Nell’attuale ingresso, invece, si nota un portale in tufo intitolato al Cardinale Pietro Aldobrandini. Dalla Piazza si dipartono vari vicoli con case medievali, che aggirano il castello a mo di losanga allungata. Esse risalgono per la maggior parte al periodo dal 1000 al 1500 e seguono l’orografia della collina a ridosso del Forte, formando una sorta di cinta muraria che si apre a Nord con la Porta Romana e a sud con la Porta Napoletana, realizzata con una architrave a sesto acuto, in pietra di semplice fattura. Uno dei tratti più caratteristici di Gavignano è l’effetto della giustapposizione che si crea fra l’agglomerato delle piccole case medievali, di due, massimo tre piani da una parte e le dimensioni di Palazzo Baiocchi sul versante ovest e Palazzo Traietto sul lato sud-est della località dall’altra. Quest’ultimo fu edificato dai signori di Anagni, sicuramente dopo la guerra della campagna del 1557, che distrusse buona parte del paese. Si presume che fosse stato ultimato intorno al 1610, considerato che Federico Zuccari, il quale aveva curato gli affreschi dei saloni del piano terra, morì nel 1609. Di fronte al palazzo Traietto, si trova la vecchia mola, proprietà dei Conti Cipriani, che conserva ancora, un portale in tufo con sovrastante bifora finemente lavorata di squisita fattura medievale. Durante la passeggiata, nelle vie del Paese, si possono notare altri portali in pietra,in tufo, scolpiti o di semplice profilo a testimonianza dell’importanza e della ricchezza del committente. L’antica Fonte “Gabinia” o “Meo” nel Comune di Gavignano, ubicata nel lembo più meridionale della provincia, conosciuta fin dall’epoca romana, è rinomata per le sue qualità terapeutiche. Nel parco della Fonte sorgeva la villa del console romano Aulo Gabinio, di cui sono visibili i ruderi. L’acqua della fonte sgorga dentro un tempietto dedicato alla Dea Ebe.

 

 

 

( tratto dal sito http://www.gavignano.comnet.roma.it  )

 

 

 

 

 

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