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LA STORIA DI GALLESE (VT)

Il centro storico, sorgendo su un pianoro
delimitato da due corsi d'acqua, tradisce le sue origini falische, anche se la
presenza umana nel territorio risale addirittura al Paleolitico Superiore, come
attestano i materiali ritrovati nelle caverne situate a breve distanza dal
Tevere, sulle rive dei suoi affluenti. Il benefico influsso della limitrofa
Selva Cimina e dei corsi d'acqua, unicamente ai vantaggi derivanti dal passaggio
di un tratturodiscendente dagli Appennini, assicurarono la sopravvivenza al
gruppo di individui che, nel corso del IX secolo a.C., a causa delle mutate
condizioni politico-militari, preferirono occupare il pianoro tufaceo, su cui
attualmente sorge il centro storico; si organizzarono in economie agricole e
mercantili e svilupparono dei sistemi difensivi. Con la civiltà falisca,
contemporanea di quella etrusca, si raggiunse l'apogeo, sfruttando il
collegamento al Tevere e alle grandi vie del legno e dei metalli. Nel III secolo
a.C., con la romanizzazione del territorio, il borgo collinare decadde a favore
di un insediamento situato in pianura, lungo la via Flaminia e il Tevere, sul
quale si installò anche un impianto portuale.
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, in seguito alle incursioni
barbariche, ci si riparò a monte e si recuperò l'antico borgo falisco,
organizzando una nuova difesa muraria e militare; le famiglie presenti si
arroccarono all'interno del borgo bizantino, vivendo della coltivazione dei
campi prossimi alle mura. La Rocca di Gallese si configurò presto come un
importante presidio della via Amerina, che collegava Roma all'Esarcato, e della
via Flaminia, che correva parallela al Tevere. Il borgo bizantino si sviluppò
intorno al nucleo centrale e sorsero nuove contrade, sia all'interno della cinta
muraria che all'esterno, nei limitrofi campi agricoli. Intanto acquistava
importanza la piazza della cattedrale e del comune, probabilmente corrispondente
all'antica acropoli del centro falisco: li si svolgevano il mercato e le
assemblee cittadine. Nelle vicinanze delle mura, invece, si stanziavano gli
abitanti provenienti dalle campagne. La fede cristiana e la religione cattolica
costituivano il collante di questa comunità, come sembrano attestare le numerose
chiese, i luoghi monastici e di pellegrinaggio sparsi nel territorio e i due
papi cui Gallese diede i natali: Marino I (882-884) e Romano I (898). I Vescovi,
oltre il ruolo liturgico, svolgevano mansioni politiche e amministrative, con la
rappresentanza dei cittadini. Nel frattempo i pellegrini, mossi dalla fede,
viaggiando da un luogo all'altro, diffondevano nuove idee e conoscenze; uno di
questi, il monaco cistercense Quardo da Colonia, morì a Gallese l'8 agosto 1150.
Canonizzato dopo pochi annida Adriano IV con il nome di Famiano, divenne il
primo santo dell'ordine cistercense e il protettore di Gallese.
Nel Cinquecento e nel Seicento Gallese divenne feudo nobiliare e si susseguirono al potere diverse famiglie: Spinelli, Colonna, Orsini, Borgia, Della Rovere, Carafa, Madruzzi, Altemps. Vennero eseguiti importanti lavori al castello e alle mira e venne costruita la Porta di Gallese, ora unico accesso alla città. Le rappresentanze dei cittadini si confrontavano in assemblea e vennero creati, nel 1576, gli ordinamenti che regolavano la vita della città: gli Statuti, risalenti a norme del XIII secolo. La città era divisa in tre contrade (Santa Maria, San Lorenzo e Sant'Angelo) ed era governata da magistrature elettive come i Priori, il Gonfaloniere, il Sindaco, il Depositario e il Cancelliere. I consigli erano due: quello speciale costituito da 18 elementi, e quello generale, comprendente tutti i capifamiglia. Oltre i già ricordati lavori, che videro il castello trasformarsi in palazzo ducale, nel Cinquecento vennero realizzati diversi palazzi nobiliari, mentre nel Settecento venne edificata la nuova Cattedrale (1796).
Nelle campagne, l'Ospedale, le chiese e i monasteri conservavano cospicue proprietà terriere. Dopo la dominazione francese e la Repubblica Romana, Gallese, nel 1870, come gli altri centri del Lazio, venne annessa al Regno d'Italia. Alla fine dell'Ottocento (1889), piazza della Rocca, davanti al Palazzo Ducale, subì una profonda trasformazione urbanistica, mentre nel territorio le prime lotte agrarie testimoniano una dura crisi socio-economica. Saranno le prime industrie della valle del Tevere nel secolo successivo a risollevare le sorti della popolazione gallesina.
( tratto dal sito http://www.comune.gallese.vt.it/ )