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LA STORIA DI FALERIA (VT)

Pur collocandosi in pieno territorio falisco Faleria non si identifica con l’antica Falerii Veteres, distrutta dai Romani nel 241 a.C., che sorgeva a circa 15 chilometri, né con Falerii Novi ricostruita poco distante, di cui oggi sono visitabili i resti. Ebbe invece il nome di Stabla (poi Stabia o Stabbia), che denota una antica stazione per il cambio dei cavalli (stabulum o mutatio stradale). Secondo alcuni studiosi infatti l’antica via Flaminia passava presso questi luoghi divergendo dal tracciato attuale. (Cfr FALERIA. STORIA DEL BORGO). La denominazione odierna del paese è attestata dal 1873.
Collegamenti viari per raggiungere il paese sono le due autostrade tangenti al territorio provinciale, la A1 e la A12 e la superstrada trasversale Terni-Viterbo-Civitavecchia, ancora in fase di completamento.
Da un punto di vista economico Faleria nasce con vocazioni prevalentemente agricole. Le campagne circostanti sono coltivate a vigneto, oliveto e noccioleto. Le tecniche di lavorazione artigianale assicurano la massima genuinità di olio e vino, ma lo scarso collegamento con settori del terziario ne rende poco agile la vendita. Così tali colture si sono via via ridotte ad un utilizzo casalingo. Diversa, almeno in parte, è la situazione della nocciola, che viene prodotta nelle qualità "tonda gentile" e "nocchia rosa". Quasi tutta la produzione è, in questo caso, destinata alla vendita. La forte concorrenza del prodotto estero e la non riconosciuta qualità superiore di quello del luogo hanno avuto come conseguenza, negli ultimi anni, una flessione degli occupati nel settore agricolo e un incremento degli addetti al commercio riguardante, per altro, settori diversi. Pochissime sono le aziende.
Ad una prima tendenza all’emigrazione delle forze giovanili nelle grandi città, ha fatto riscontro, recentemente, un "ritorno", dovuto alla crisi di alloggi cittadini e alla caotica vita metropolitana. Tutto questo ha determinato un incremento di popolazione nonostante la diminuita natalità ed un rifiorire dell’attività edilizia con conseguente maggior occupazione nel settore. Ancora scarso è il settore turistico nonostante il luogo offra molte attrattive sia dal punto di vista artistico-archeologico sia naturalistico: il Soratte non lontano, il parco della valle del Treia, i boschi, bellissimi e suggestivi con le antiche rovine dei Castelli. (Cfr FALERIA: CASTELLI, CASALI, CHIESE). Due volte l’anno, il secondo week-end di gennaio e il terzo di maggio, si svolgono i tradizionali festeggiamenti in onore del patrono S. Giuliano.
( tratto dal sito http://www.comunedifaleria.it/ )