LA STORIA DI CASTRO DEI VOLSCI (Frosinone)

 

Castro dei Volsci è un paese posto nel mezzo della Valle del Sacco, a 100 Km circa da Roma e sulla line ferroviaria Roma – Cassino – Napoli. Il nome, anche se denso di storia, è relativamente recente, risale al 1816, quando il Connestabile Filippo Colonna III rinunciò alla sua giurisdizione sul fondo, prima era Castrum Castri o Castrum S. Petri. La Valle del Sacco è un luogo denso di storia, teatro di molte vicende sin dal paleolitico superiore. Sono inoltre, molto diffuse le testimonianze del periodo preromano, romano e di epoca alto medievale e medievale. Il territorio controllato dal borgo di Castro dei Volsci è fertile e caratterizzato da clima ospitale con leggeri declivi e terrazzamenti ed è percorso dal fiume Sacco, importante arteria che dai monti Prenestini attraversa tutta la valle sino alla confluenza con il Liri a sud-est di Ceprano. Sin dai tempi più remoti proprio il fiume ha rappresentato una fonte di ricchezza per la valle, sia per il sostentamento alimentare che, per le possibilità di trasporto. Lungo il corso naturale del fiume e lungo le vie di comunicazione, che negli anni sono sorte seguendo la sua direttrice, sorgono diversi centri di interesse storico-artistico, le cui vicende storiche e sociali hanno raggiunto, in alcuni casi, momenti di grande valenza monumentale ed artistica, come testimonia ad es. Anagni, Alatri, Ferentino, Frosinone, Ceprano, Castro dei Volsci. Soffermarsi sulle vicende avvenute in questi luoghi significa davvero ripercorrere la storia dell’uomo dalla preistoria sino ai nostri giorni, passando attraverso le scelte e le abitudini dei diversi popoli che si sono avvicendati su questo scenario, dai popoli Italici (Ernici e Volsci arroccatisi sui monti che da loro prendono il nome), fino alla conquista romana, allo splendore delle città del medioevo come Anagni, città dei Papi, Ferentino, Veroli, sede delle Diocesi e ai Castra, come Castro dei Volsci, arroccati sulle colline, con il borgo circondato da imponenti cinte murarie. Storicamente Castro dei Volsci, fu interessato dall’espansione dei Volsci a partire dal V-IV sec. a.C. Essi arrivarono nella valle del Sacco attraverso la valle di Roveto, dilagando lungo le vie fluviali, fino a raggiungere il mare attraverso la valle dell’Amaseno. Con la conquista romana, molte colonie vennero dedotte in questa valle fertile, in cui si snoda l’asse viario principale di epoca romana, costituito dalla via Latina, che collegava Roma con l’Italia Meridionale con un percorso diretto ed agevole, attraversando proprio il territorio di Castro dei Volsci e collegando anche i vari centri posti a destra e a sinistra del fiume Sacco. Nelle vicende storiche della valle, Castro proprio per la sua centralità, si inserisce sin dalla preistoria con rinvenimenti di età paleolitica, databili all’industria litica di 700.000 anni fa. Il periodo volsco è testimoniato dai resti del circuito in opera poligonale di “Monte Nero”. La conquista romana è attestata dai numerosi siti archeologici denunciati sul territorio, tra di essi il primo studiato ed edito è proprio quello del Casale, che testimonia il vissuto nell’area dall’età repubblicana all’alto medioevo. E’ proprio questo sito che fa di Castro dei Volsci un centro di notevole importanza archeologica ben oltre i confini locali. L’interpretazione delle strutture portate in luce, denuncia l’abbandono del sito nel IX sec. d.C., quando per il fenomeno legato all’incastellamento, la comunità del Casale si sposta sulla rocca di Castro dei Volsci, che da quel momento nasce come borgo medievale. Il periodo che va dall‘anno 1000 al 1816, vede il paese di Castro dei Volsci legato alle alterne vicende politiche delle varie famiglie nobiliari a cui fu affidata come castellania, pur rimanendo patrimonialmente appartenente alla Chiesa romana, come rocca con particolari funzioni strategiche nella provincia di Campagna. Nel periodo in cui trionfava l’ideale teocratico e si stava operando una profonda riorganizzazione del dominio temporale della Chiesa, Castro per la sua posizione di confine, a cavallo tra Stato Pontificio e Regno di Napoli, rientra nelle “munitiones” che i vari Papi cercavano di mantenere “ad manus suas”, attraverso fidati castellani. L’abitato era sorto nelle vicinanze del monastero di S. Nicola, edificato dai Benedettini nell’anno 1000, in seguito per scopi difensivi l’abitato fu circondato da una cinta muraria che permetteva l’accesso alla rocca attraverso tre porte più esterne: Porta della Valle, Porta di Ferro, Porta dell’Ulivo ed al cuore della città attraverso la Porta dell’Orologio, la quarta e più interna. Numerosi furono gli attacchi subiti, sin dal 1165, anno in cui la rocca fu assaltata dalle truppe del Barbarossa, sino a tutto l’800 con le scorrerie legate al brigantaggio. Oggi sono visitabili sia la chiesa di S. Nicola con affreschi del Vecchio e del Nuovo Testamento del XI sec., sia le quattro porte con la relativa cinta muraria, ma anche molto di più si può ammirare passeggiando per il centro storico, ad es. botteghe medievali, vicoli caratteristici, figure apotropaiche, passatempi scolpiti nella roccia ecc. Importante fortezza a difesa dello Stato Pontificio, vede passare al suo governo personaggi di rilievo dell’ amministrazione papale sino al 1409, anno in cui per la prima volta compare la famiglia Colonna. Anche per questo periodo le sorti del paese sono alterne e legate alle burrascose vicende dello scisma d’Occidente. Alessandro V “Papa Conciliare” era osteggiato da Ladislao Re di Napoli, che era appoggiato dalla famiglia dei Colonna di Palestrina. Alessandro V, volendo portare dalla sua parte i Colonna di Genzano concede loro la castellania di Castro. Da questo momento le vicende di Castro sono legate a quelle della famiglia Colonna, che vede tra le sue fila, papi, cardinali e personaggi molto potenti e molto osteggiati. Si passa da una esaltazione del loro potere con Martino V ad una serie di persecuzioni familiari con le proscrizioni di Alessandro VI, Paolo III e Paolo IV, che addirittura confischerà il borgo ai Colonna, provocando la reazione dei cittadini che erano affezionati al loro signore. La pace venne restaurata da Marcantonio Colonna, con la vittoria di Lepanto (1562). Fino al 1798 il feudo rimane alla primogenitura della famiglia Colonna, nel 1816, la stessa famiglia rinunciò alla giurisdizione sul fondo. La prima metà del ‘900, vede il paese interessato dalle due guerre mondiali, di cui la seconda vissuta più da vicino, poiché oltre alle milizie fornite, anche la popolazione civile fu coinvolta essendo il fronte di Cassino a pochi chilometri dal paese. Il sacrificio di molte vite umane è rimasto consegnato alla storia da diversi monumenti commemorativi presenti a Castro ed in tutta la zona.

 

( tratto dal sito http://www.comune.castrodeivolsci.fr.it/ )

 

 

 

 

 

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