COSA VEDERE A SEGNI (Roma)

 

Porta saracena

La Porta Saracena è probabilmente il monumento più famoso di Segni. E' una costruzione monumentale, che si apre nelle c.d. mura ciclopiche e originariamente era una delle porte più imponenti e utilizzate dagli abitanti dell'antica Segni. Questa porta prende il nome dai Saraceni che, nella seconda metà del secolo IX d.C., bivaccarono nelle vicinanze per controllare l'unica sorgente d'acqua esistente a Segni dentro il perimetro delle mura poligonali. E' larga alla base m.3 e in alto, sotto l'architrave, si restringe fino a m.1,40; è alta m. 2,50 e le fiancate sono spesse m. 2,56. Il grande monolite di copertura è lungo oltre 3 metri.

 

 

 

 

 

 

Cisterna romana

E' questa una cisterna di antichissima datazione, anticamente utilizzata per il deposito dell'acqua ad uso umano. E' costruita con grandi blocchi di tufo cementati con un tipo particolare di calce, propria di questi luoghi, detta "Opus Signinum", molto ricercata nell'antichità ed in cui gli antichi Segnini eccellevano (tanto che erano chiamati a Roma nelle ville dei notabili per lavorare). La particolarità di questa calce risiede nella sua resistenza, unita alle proprietà impermeabilizzanti: ben si prestava, quindi, per un'opera destinata agli usi summenzionati.

 

Chiesa di S. Pietro

La chiesa di S. Pietro sorge su un ampio ripiano dove, originariamente, sorgeva un tempio pagano datato dagli archeologi al V-VI sec a.C. e dedicato alla triade italica (Giove, Giunone e Minerva). Il tempio, "capitolium signinum", è giunto a noi con i muri perimetrali quasi intatti nella cella centrale, mentre quella volta ad occidente, caduti i muri, fu adibita, in epoca cristiana, a cimitero parrocchiale, e quella volta ad oriente fu trasformata in sacrestia e in piccolo giardino pensile. I muri che noi vediamo, risalenti al II° sec. a.C., sono costruiti con la tecnica dell' "opus quadratum" (grandi blocchi di tufo quadrangolari sovrapposti e concatenati con l'uso della malta). Fu la prima cattedrale di Segni dal V° sec. d.C., fu la chiesa di S. Vitaliano, Papa dal 657 al 672, e subì nel corso dei secoli saccheggi dai Saraceni nel IX° sec.Ha la facciata in tufo: il campanile è movimentato su tre lati da una bifora, nel quarto da una monofora, con adiacente giardino prensile. Notevoli all'interno tre preziosi e delicati affreschi. Il più antico risale al XII secolo e rappresenta la Madonna con il Bambino sulle ginocchia, tra i santi Lorenzo, Stefano e Vitaliano; la pala dell'altare è opera del Tadolini (1907), mentre la tela a sinistra del presbiterio, che configura il conferimento del primato a San Pietro, è del 1500.

 

 

 

 

 



Porta Foca

Anche detta "Porta deglio sticcato", insieme alla Porta Saracena rappresenta una delle porte maggiori, e meglio conservate, dell'antica cinta muraria di Segni. Deve il suo nome a quello dell' imperatore Foca (602-610) che un tribuno locale volle omaggiare.

 

Cattedrale S. Maria Assunta

La chiesa fu costruita dalle fondamenta nella prima metà del secolo XVII, sulle rovine della precedente che risaliva al secolo XI, al tempo di S. Bruno. Ha facciata neoclassica e poggia su un'ampia gradinata. Il campanile, a lato della chiesa, risale al secolo XI. E' alto 24 metri, ha sezione quadrata con lato di 5.25 metri. La torre si compone di 5 piani divisi esteriormente da una serie di cinque archetti pensili. Ogni piano è contrassegnato nei quattro lati da ampie superfici rientrate su cui si aprono le finestre. L'attuale campanile, con i rifacimenti successivi, appare deturpato nell'aspetto e appesantito nella massa rispetto al progetto originale. Attualmente è illuminato da cinque ordini di finestre che, in senso ascendente, sono distinte in monofore, bifore trifore, bifore e, nell'ultimo piano, monofore.Ai lati della facciata sono ben visibili due quadranti in pietra (una segnala le ore per meridiana, l'altro per lancette orarie), entrambi fuori uso. L'attuale orologio fu messo in opera nel 1933.
L'interno, a croce greca, è impreziosito da opere pittoriche e da giochi di marmi. Notevoli i dipinti di Francesco Cozza ("L'incredulità di S. Tommaso") e la pala dell'altare maggiore, che riproduce la Vergine Assunta sorretta dagli Angeli con in basso gli Apostoli (Tirinelli di Serrone -1856). All'interno della Cattedrale sono conservate le reliquie di San Bruno, Santo Patrono, nella Cappella omonima.

 

Palazzo Cremona 

E' un palazzo che risale al '700, tutto lavorato in pietra. E' un segno tangibile del buon gusto e della fastosità del settecento segnino. Presenta portali, finestre, balconcini ad angolo e cavalcavia con eleganti balaustrate. Nella parte posteriore del palazzo, nel giardino, in epoca romana sorgeva il tempio della dea "Bona", oggi andato distrutto.

 

Chiesa di S. Stefano 

Fonti antiche fanno ritenere che la chiesa di S. Stefano sia stato il primo luogo di culto cristiano a Segni. Risalente alla fine del I secolo dell'era volgare, sorge sul luogo dove sorgeva una sinagoga ed è stata dedicata a S. Stefano in omaggio al primo martire cristiano. Sulla facciata della chiesa si notano elementi provenienti da diverse culture: romanica, araba e medioevale. Il campanile romanico, sul lato destro della chiesa, è una torre quadrata alta 17 metri e di 4.20 metri di lato. Sui suoi lati si aprono delle monofore e delle bifore che, in parte, slanciano la struttura della chiesa, di per sé tozza e appiattita con i suoi 19.50 metri di larghezza contro gli 11.50 metri di altezza. L'attuale facciata, in stile neoclassico, venne costruita alla fine dell'800.

 

Ponte Scarabeo

Il Ponte scarabeo è un arco medioevale costruito con pezzi di tufo legati con malta. Poggia su due pilastroni quadrati: quello esterno insiste sulle mura poligonali, quello interno è incorporato nella costruzione di una casa. Dove l'arco s'innesta sui tozzi pilastri, una sporgenza di tufo tornito fa pensare all' ovolo di un capitello, mentre sull'arco s'innalza un muro esile terminante a scivolo verso la valle. Sempre di epoca medioevale è la meridiana che si intravede in figura nell'angolo superiore sinistro. Il Ponte Scarabeo deriva il suo nome da una antica leggenda segnina.

 

 

( tratto dal sito http://www.comune.segni.rm.it/nuovosito/index.php )

 

 

 

 

 

 

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