COSA VEDERE A RONCIGLIONE (Viterbo)

Il Duomo

Il duomo che è stato edificato su disegno di  Pietro da Cortona, e rivisto da Carlo Rainaldi (anche se alcuni sostengono essere stato progettato dal Vignola) si innalza grandioso con la sua maestosa cupola sul lato est di piazza del comune. E’ lungo 40 m, alto 27. L’elevazione della cupola dal piano della piazza è di 36 m e dal piano della chiesa sottostante(Duomo di sotto) 49 m e dal fondo della rupe 79 m. Di stile barocco venne innalzato dalla comunità, cui erano state devolute diverse terre e selve tornate alla camera apostolica. Cominciato nel periodo 1630-40, costruito sulle fondamenta del vecchio Duomo di cui è visibile il campanile (vedi foto a lato), venne ultimato nel periodo dal 1671 al 1695 come attestano le due iscrizioni all’ interno sulle due porte laterali. Fu consacrato dal vescovo Monsignore Vincenzo Vecchiarelli il 14 Luglio 1726. In questo periodo si era accesa una gara tra le diverse compagnie a chi rendeva più ricca e più bella la cappella assegnata. Furono chiamati grandi artisti e fu speso molto denaro. L’impresa di costruzione fu molto sofferta a causa di alcune pastoie burocratiche: nelle vicinanze non era infatti lecito innalzare cupole che potessero in qualche modo gareggiare con quella di S. Pietro. E’ forse per questo che i lavori si protrassero per circa 25 anni. Costruito dalla comunità e dal popolo che vi ha carreggiato pietra su pietra.  Il duomo fu voluto dalle autorità di Ronciglione e dal vescovo. La chiesa presenta una facciata a due ordini architettonici: ionico in basso, composito in alto. Tutto il complesso è solenne armonico e maestoso e la cupola domina , affiancata dall’aereo campanile costruito nel 1733/34, anche se non è della medesima fattura. Nell’angolo nord fra il transetto e l’altare Maggiore è ubicata la sagrestia. La sagrestia è ampia, luminosa e funzionale. Alla chiesa si accede per tre porte: una grande e due minori laterali. L’interno è a tre navate, quella centrale è divisa da quelle laterali per mezzo di quattro pilastri con tre arcate per parte ed è coronata in alto da una cupola di pietra capolavoro dei maestri scalpellini. Fu costruita tra il 1674 e il 1678. Nella navata laterale destra sopra i gradini dell’altare vi è il trittico del SS Salvatore, tavola del pittore viterbese Gabriele Di Francesco, dipinto nella seconda metà del 400. Da pochi anni vi sono invece le ossa della Venerabile Suor Mariangela Virgili (Ronciglione 1661-1734) morta in concetto di santità e da tutto il popolo ronciglionese ritenuta santa, la cui memoria è ancora viva. Nel 1734 fu costruita la grande torre campanaria su disegno di Sebastiano Cipriani ( come risulta da un verbale datato 1698).

 

Chiesa della Pace

In fondo a viale Garibaldi è situata la chiesa di S. Maria della Pace che dà il nome a tutto il rione. La chiesa fu costruita per i Padri Agostiniani dal Cardinale Alessandro Farnese nel 1551, ad unica navata con tetto a capriate, ben conservati nel tempo. All’interno circa nel 1618 fu aggiunto l’altare maggiore in stucco, in epoca successiva fu realizzata dal Vani la Cantoria sopra l’ingresso. Dal 1904 è sede della Parrocchia di S. Andrea. Nel 1951 è stata restaurata e riportata al primitivo stile dal Parroco Don Pacifico Chiricozzi.

 

 

 

 

 

 

Chiesa di S. Maria della Provvidenza

Prima chiesa parrocchiale del Borgo di R. (con il nome di S. Andrea) eretta nell’undicesimo secolo ha all’interno un’unica navata con tetto a capriate. Decorata da vari affreschi tra cui nell’abside il resto di una crocifissione (l’Addolorata, S. Giovanni e Santi) e nel catino dentro la mandorla Cristo benedicente con cherubini e angeli del quattrocento. Nel 1700, la rupe , sul ciglio della quale era stato costruita la chiesa, cominciò a sfaldarsi. Larghe crepe si aprirono sui muri della sacrestia, della canonica e della parte sinistra della chiesa che si affaccia nel burrone sottostante. Vent’anni dopo, nel 1722 si staccò un masso della rupe sottostante alla chiesa di S. Andrea. La chiesa venne restaurata in stile barocco, nel 1742 data in cui venne raggiunto un portichetto esterno. La chiesa prese il nome di S. Maria della Provvidenza in seguito di ritrovamento di un affresco. Nel rimuovere un blocco da una parete per praticarvi un buco dove poggiarvi la testata di una trave venne scoperto un dipinto raffigurante la Madonna con bambino. Il parroco di allora che stentava a trovare i fondi per il restauro intrapreso, ritenne la scoperta una provvidenza; ed infatti, grazie ai fondi ricevuti poté condurre a termine il restauro. Il dipinto venne tolto dal luogo nel quale si celava e fu collocato sull'altare maggiore. L’immagine della Vergine era ritenuta miracolosa dai Ronciglionesi. Fu molto amata anche da San Carlo Borromeo il quale, durante la sua permanenza, veniva spesso a visitarla. Per questo motivo il parroco fece dipingere sul frontespizio dell'altare la figura del santo. All'esterno in corrispondenza dell'abside si nota una finestra che era stata aperta durante il primo restauro per dare luce alla sacrestia successivamente, eliminata la sacrestia anche la finestra venne murata. Delle primitive strutture rimane a noi il campanile romanico, risalente al XIII - XIV sec. , che si innalza quasi a filo sullo sperone tufaceo. Rispetto alla costruzione originaria il campanile è privo purtroppo di parte del quinto piano e del tettuccio di copertura. La robusta base su cui il campanile si erge faceva parte del complesso di opere murarie poste a difesa dell'adiacente accesso di Porta Pentoma (etrusco"pènthuma", "penthma", pietra roccia) e di Ponte delle Tavole.

 

Chiesa di S. Andrea

Edificata nel Borgo di Sopra, risale al XII-XIII secolo di stile gotico, probabilmente realizzata su i basamenti di un’antica chiesa chiamata San Leonardo. Di S. Andrea oggi rimangono visibili solo pochi frammenti di colonne, capitelli e plutei marmorei. Si è salvato all’incedere del tempo l’elegante campanile eretto nel 1436 per volontà del Conte Everso degli Anguillara( è visibile lo stemma della famiglia sulla parete esterna), opera di Maestro Galasto, è composto da piani che hanno in successione monofore, bifore trifore mentre l’ultimo piano ha forma ottagonale. La facciata della chiesa e del campanile è a mattoni a vista.

 

 

 

 

 

 

Chiesa di S. Eusebio

Prima di giungere a Ronciglione, arrivando da Roma sulla Cassia Cimina, sorge su un colle un edificio che in una parte accoglie una chiesa a tre navate del secolo VIII–IX, la chiesa di S. Eusebio. Rimaneggiata nei secoli successivi alla realizzazione, conserva ancora intatte le colonne romaniche fatte a conci di tufo sagomati e con rozzi basamenti e capitelli. Da rilevare la presenza  di un sarcofago etrusco con iscrizione.

 

 

 

 

Chiesa di S. Sebastiano

Situata sulla piazza principale del paese è di origine romanica, mentre il portale del 400 è di opera di Marco di Iacobuccio. Presenta un interno a tre navate con colonne dai capitelli di tufo con motivi floreali, interessante il trittico di S. Sebastiano, S. Caterina e S. Rocco ( sec. XVI).

 

 

 

 

 

Palazzo Comunale

Costruito intorno al 1550, è sede dell’Amministrazione Comunale dal 1816, infatti la prima sede comunale fu in via Borgo di Sopra presso un Palazzo di notevole importanza per la sua elegante struttura e armonia. All’interno è custodito un sarcofago romano in marmo. L’imponente portale è sovrastato da un balcone con sopra un orologio aggiunto nel 1744 su disegno dell'architetto Sebastiano Cipriani. L’orologio da pochi anni rimesso in funzione, scandisce le ore della cittadina.

 

 

 

 

Porta Romana

Detta anche di S. Giovanni è il vero nobile interrompimento tra lo sfondo dei borghi e la Ronciglione moderna. Realizzata verso il 1618, su disegno del Vignola ad opera del Duca Odoardo Farnese, ha negli anni subito molte modifiche. Nel 1857 fu caricata del peso di una grande toretta sormontata da un orologio, che fu tolta nel 1954 perché appesantiva l’intera struttura. In luogo degli attuali passaggi laterali si trovavano due fontane in pietra.

 

 

 

 

 

 

 

I Torrioni

Un solo accesso naturale portava al centro abitato. Era il punto più debole del sistema difensivo e per questo, vi fu eretta a protezione la mole della rocca. Originariamente fu di proprietà dei Prefetti di Vico. Successivamente fu dei Conti degli Anguillara (feudatari di R.) e dei Della Rovere, il cui stemma marmoreo (chiavi decussate e pianta della rovere) campeggia sull'alto delle pareti esterne. Dal 1526 al 1649 fu appannaggio di Casa Farnese che fece della città la capitale di un suo stato incluso poi nel Ducato di Castro e Ronciglione. Il castello risalente all'Alto Medioevo subì alcune sostanziali ristrutturazioni, l'ultima delle quali per mano dell'architetto fiorentino Giovanni Dolci. Su commissione di papa Sisto IV Della Rovere, l'architetto aggiunse tra il 1475 e il 1480 il mastio di forma circolare e le quattro torri d'angolo da cui è derivato certamente l'appellativo popolare "i Torrioni". I mutamenti più importanti a livello strutturale avvennero dopo la cacciata degli Anguillara. Vi soggiornarono eminenti personalità tra le quali è doveroso ricordare papa Paolo III Farnese (i frontoni dei camini infatti, portano incisi il suo nome), i Duchi Pierluigi e Ottavio Farnese, i cardinali Alessandro e Odoardo Farnese. Ritornato proprietà della Santa Sede dopo l'infelice guerra di Castro del 1649, il castello fu ceduto nel 1756 in enfiteusi al genovese Girolamo Marè per uno scudo l'anno. Il nuovo proprietario si impegnò ad assicurare ed a migliorare lo stato di conservazione del maniero. Ebbe inizio invece il degrado dell'insigne monumento. Il Marè lo smantellò delle strutture di marmo di cui era riccamente dotato ( sembra che una balconata vi corresse all'interno) e lo ridusse ad una " fabbrica di pastume".

 

La Fontana Grande

Di faccia al Palazzo Comunale si erge la Fontana grande o dei cavalli marini costruita in pietra macigno(pietra proveniente dalla cava delle macine-Lago di Vico). E' un elegante esempio di fontana da piazza attribuita popolarmente al Vignola l'architetto del palazzo che il Cardinale Alessandro Farnese si fece erigere a Caprarola. Era inevitabile che al medesimo venissero attribuiti altri monumenti sorti nel ducato ad opera dei Farnese, come accaduto appunto per la fontana, in realtà essa fu commissionata dal Cardinale Alessandro Farnese ad Antonio Gentili da Faenza, ed eretta nel 1566. Attorno, alla fontana, sono fiorite leggende come quella che aveva i cavalli marini interi con briglie d'oro rubate al tempo dell'incendio dei francesi (1799) ed altre fantasticherie come quella che avesse quattro vasche minori ai lati, collocate intorno alla fontana come abbeveratoi. Per giudicare l'eleganza del disegno, chi la guarda, deve considerare che gli ultimi due gradini furono aggiunti quando il piano della piazza su cui sorge la fontana, fu abbassata per rendere più agevoli le vie.

 

 

 

( tratto http://www.comune.ronciglione.vt.it )

 

 

 

Statistiche web e counter web