COSA VEDERE A PRIVERNO (Latina)

  

S. Maria Annunziata (X secolo)

 

La Cattedrale, consacrata nel 1183 e dedicata a S. Maria Annunziata, ha assunto l'aspetto attuale dopo una serie di trasformazioni che ne hanno modificato l'originaria struttura romanica. La Chiesa è a tre navate; le due laterali contengono numerose cappelle in cui si conservano pregevoli opere d'arte. Nella terza cappella di sinistra, detta Cappellone, sono conservati un crocefisso ligneo dovuto forse all'artista locale Giuseppe Baccari e il Cristo deposto portato in processione il Venerdì Santo. In una cappella della navata di destra si conserva l'urna con il Teschio di San Tommaso d'Aquino, patrono della città. Particolare interesse artistico e storico suscita la Tavola della Madonna di Mezzagosto, probabilmente del XV sec., conservata nella cappella a destra dell'altare maggiore.

 

S. Maria della Stella (XIV secolo)

 

Si hanno poche notizie di questa chiesetta, sita nell'ambito della parrocchia di S. Cristoforo, dalla quale dipende da tempi lontani. L'edificio, risalente almeno al XIV secolo, nel passato si trovava addossato alla cinta delle mura civiche e con accanto una porta di accesso alla città. La Confraternita della Madonna della Stella, fra le più antiche di Priverno, vi è documentata già nel 1585. Il monumentino ha perso quasi tutto della decorazione pittorica originaria, ma non è impossibile qualche futura scoperta di affreschi nascosti sotto lo scialbo. Resta il bel frammento con S. Cristoforo e il dipinto dell'altare maggiore - tutti e due del XIV-XV secolo - e la bella Madonna col Bambino, opera probabile di Pomponio Palombo. La chiesa conserva ancora un'urna cineraria romana che funge da acquasantiera e due frammenti decorativi molto antichi (VII-IX sec.) murati nel portichetto esterno della chiesa.

 

S. Giovanni Evangelista (IX-X secolo)

 

La Chiesa di San Giovanni Evangelista è una delle più antiche di Priverno; la sua costruzione di origine romanica risale al IX-X sec. Sopravvissuta in parte all'incendio del 1159, che distrusse gran parte del paese, venne ricostruita con elementi ogivali tra il XII-XIII sec. Infatti l'interno, a tre navate, è formato da archi disuguali di stile romanico e gotico. Di grande effetto sono i numerosi affreschi che ricoprono completamente le pareti della chiesa, tutti di pregevole fattura. Di particolare importanza è l'affresco della navata di sinistra che rappresenta il ciclo di S. Caterina d'Alessandria ad opera di un'artista campano d'influenza fiorentina. L'affresco presenta cinque scene salienti della vita di S. Caterina: dall'incontro della Santa con l'imperatore Massenzio al suo martirio e conseguente conversione dei filosofi. Tra gli affreschi più antichi ricordiamo una Madonna della Misericordia e una Vergine Annunziata con Agnello Mistico, tutti risalenti al XIII sec. e situati nella navata di destra. Nella piccola piazza antistante la Chiesa si trova la cosiddetta Crocetta, piccola stele formata con i resti del pulpito romanico che si trova all'interno della Chiesa.

 

 

S. Benedetto Abate (IX secolo)

 

La chiesa di San Benedetto (IX-X sec.) è il monumento più antico di Priverno. L'edificio, situato a ridosso delle mura cittadine, in origine presentava la navata centrale rialzata rispetto a quelle laterali; nel corso dei secoli venne più volte modificato e completamente restaurato tra il 1971 e il 1974. La Chiesa conserva, nel suo interno, importanti opere d'arte che vanno dal XII al XVIII sec. Tra le più interessanti vi è la Madonna della Misericordia, la Flagellazione del Cristo situata nella lunetta interna della porta centrale e il Battesimo di Cristo, tutti del XIII sec. Particolare attenzione merita San Bernardo, dipinto sulla destra della parete absidale, in quanto reca in mano il modellino che riproduce la forma originaria della Chiesa.

 

S. Tommaso d'Aquino (XIII-XIV secolo)

 

La chiesa di S. Tommaso sorge sul sito di una chiesetta dedicata a S. Caterina d'Alessandria. Dopo la canonizzazione di S. Tommaso l'edificio fu concesso ai Domenicani che vi rimasero fino alla seconda soppressione dei monasteri avvenuta in seguito all'Unità d'Italia. Nel 1880 la chiesa fu ceduta dal Fondo Culto al Comune di Priverno e il convento adibito ad asilo infantile, funzione che ancora svolge. Originariamente la chiesa non aveva cappelle nel senso odierno; le attuali furono edificate entro il 1617 e il 1620. Al loro posto si vedevano altari con struttura simile a quella parzialmente conservata nel lato sinistro della chiesa. Tali cappelle-altari erano ornate con pitture di Sebastiano di Alatri andate perse poiché circa 40 anni fa le pareti della chiesa sono state intonacate provocando la definitiva distruzione degli affreschi. Alla distruzione dell'intonaco sfuggì il coro della chiesa e l'unico elemento degli antichi affreschi della chiesa è costituito dalla "Vergine col Bambino". La chiesa conserva tele rovinate e il grande altorilievo raffigurante la "Gloria di S.Tommaso" riferibile all'inizio '800.

 

Palazzo Comunale (XIII secolo)

Il Palazzo Comunale, edificato all'inizio del XIII sec., è l'altro elemento che insieme alla cattedrale completa la struttura architettonica della piazza. Formato originariamente da un portico e un primo piano, in stile gotico, venne completato tra il 1856 e il 1862 con l'innalzamento del secondo piano e la costruzione di un balcone con al centro lo stemma civico.

 

Palazzo sede museale (Palazzo del Vescovado)

E' a Priverno, in pieno centro storico, ed è dedicato a Privernum romana, colonia del II sec. a.C., fondata nel cuore della Valle dell'Amaseno. Il museo racconta la storia della città e del suo territorio attraverso un percorso che si snoda in dodici sale, dove sono esposti i reperti archeologici illustrati da un efficace supporto didattico, arricchito di foto e ricostruzioni che offrono un'immagine di monumenti, case e edifici inseriti in uno spaccato di vita quotidiana. Nel salone centrale è ospitato il gioiello del Museo: si tratta di un raffinato pavimento a mosaico policromo, di fattura ellenistica, impreziosito da una lunga soglia che riproduce un paesaggio egiziano, con architetture che fanno da sfondo al fiume Nilo, popolato da pesci, anatre e coccodrilli che contornano gustose vignette animate da Pigmei.

 

Palazzo Zaccaleoni (XVI-XVII secolo)

La famiglia Zaccaleoni, una delle più antiche di Priverno e ormai scomparsa, aveva la sua dimora nel grande edificio della via Zaccaleoni. La struttura del palazzo risale al periodo ogivale ma importanti modifiche furono fatte nel corso del XVI e XVII secolo. Con l'estinzione della famiglia il palazzo fu messo in vendita e la divisione consecutiva ha provocato l'alterazione e la distruzione di ambienti architettonici di grande interesse e di opere d'arte e d'artigianato artistico. Fra gli ambienti del piano nobile è parzialmente pervenuta la galleria che si affaccia sulla via Zaccaleoni. La galleria, lunga circa 10 metri e larga 3 è coperta con volta a botte. Nel passato era completamente dipinta, ma oggi è visibile solo qualche frammento e i due grandi stucchi posti nelle lunette delle due estremità dell'ambiente. Si direbbe che la decorazione abbia avuto due momenti differenti: al primo apparterrebbero i resti di affreschi eseguiti da un buon maestro della prima metà del Cinquecento e al secondo i due grandi stucchi e la decorazione della volta, parzialmente visibile ancora qualche anno fa. Gli stucchi sono realizzati con grande maestria, ma la decorazione dipinta della volta, denota una mano meno abile.

 

Piazza Giovanni XXIII

Il centro storico arroccato sul colle, è caratterizzato da una serie di vicoli, piazze, Chiese e circondato da resti di mura costruite per la difesa dell'antica città medioevale. Il cuore del paese è costituito dalla suggestiva Piazza Giovanni XXIII sulla quale si affacciano, raggiungibili attraverso un'imponente scalinata, lo splendido Palazzo Comunale e la Cattedrale. La cornice della Piazza è completata dalla Fontana dei Delfini che, progettata dall'architetto Olivieri, nel 1877, venne realizzata in occasione dell'arrivo dell'acqua potabile a Priverno. In seguito è divenuta Monumento ai caduti.

 

Castello di S. Martino (Palazzo Tolomeo Gallio)

Immerso nello splendido verde del suo parco naturale, il Castello di San Martino, recentemente recuperato funzionalmente in tutte le sue parti, offre al visitatore un'immagine di antica bellezza, ritagliando nel territorio, prevalentemente impregnato di memorie gotico-cistercensi, un immutato quadro Cinquecentesco.

 

Area archeologica

L’Area Archeologica, inserita nel “Sistema Museale Urbano” di Priverno, è limitata da un tratto delle mura urbiche ed occupa il sito dell’antica città romana di Privernum: conserva testimonianze dal momento della fondazione della colonia , alla fine del II secolo a.C., fino al suo abbandono avvenuto nel XII-XIII secolo. Di particolare interesse sono le case repubblicane caratterizzate da ricche pavimentazoni a mosaico e da impianti planimetrici, incentrati su grandiosi atri e peristili, che ripetono modelli e schemi della casa di lusso di stampo ellenistico. L’attività edilizia di età imperiale è documentata da un edificio termale costruito, dopo il II secolo d.C., sulle strutture ormai abbandonate di una domus.
Le campagne di scavo ancora in corso hanno portato alla scoperta di nuovi ambienti con inediti mosaici figurati relativi alle lussuose domus repubblicane; si sta inoltre mettendo in luce un intero quartiere pubblico che comprende il teatro, da cui provengono importanti sculture che decoravano il frontescena, e un grande edificio con piazza porticata, forse l’antico mercato. Inaspettata è stata poi la scoperta del poderoso circuito murario medievale e di una chiesa, certamente la cattedrale di
Privernum, rimasta in vita dal VI al XII-XIII secolo, che ha restituito una serie di pregevoli elementi scultorei e una rara raffigurazione della Madonna, orante e regina, posta a decorare la base dell’altare.
A causa degli interventi di scavo archeologico e di restauro la visita è consentita soltanto a gruppi scolastici, su prenotazione.

 

 

( tratto dal sito http://www.comune.priverno.latina.it/portalepriverno/default.htm )

 

 

 

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