COSA VEDERE A PALESTRINA (Roma)

 

 

Museo Archeologico Nazionale

Il museo è allestito all'interno di Palazzo Barberini, costruito sulla sommità del santuario ellenistico della Fortuna Primigenia (II sec. a.C.). Esso ospita numerosi reperti: cippi, busti, basi funerarie, statue e oggetti di uso quotidiano provenienti dalle necropoli della Colombella e della Selciata. Di rilievo la sala dedicata ai culti testimoniati a Praeneste. Da non perdere il "Mosaico del Nilo" della fine del II sec. a.C., uno dei più grandi mosaici ellenistici con scene egiziane, proveniente dall'area del Santuario della Fortuna Primigenia e la Triade Capitolina di Guidonia della fine del II sec. d.C. che rappresenta Giove, Giunone e Minerva sul trono, unico esemplare della Triade in cui gli dei sono conservati nella quasi totale interezza.

 

 

 

Museo della Resistenza

Dal 2 giugno 1997 è aperto al pubblico il Museo della Resistenza e degli 11 Martiri dedicato alle vittime civili della guerra, cadute nel territorio di Palestrina. Esso è stato allestito dalla Fondazione Cesira Fiori e dalla locale sezione dell'ANCR. Il museo, attualmente occupa 2 locali a pianterreno del casolare di campagna in località vigesimo, presso il quale il 28 maggio del 1944 fu compiuto, dalle truppe di occupazione tedesche, l'eccidio per rappresaglia di 11 inermi cittadini. Il museo consiste in una mostra permanente composta di 20 pannelli nei quali sono ricostruite con testo e foto le principali vicende che hanno accompagnato, dal 1922 al 1946, la presa del potere da parte del fascismo, il consolidamento del regime, l'economia della zona prenestina, la guerra, la distruzione di Palestrina a seguito dei bombardamenti alleati, la Resistenza, la conquista della Repubblica. Vengono anche ricordati, con pannelli e lapidi, altri cittadini di Palestrina, vittime della ferocia della guerra. Il locale del primo piano del casolare, ove verranno esposti materiali e documenti relativi alle vicende della seconda guerra mondiale, è attualmente in fase di allestimento.

 

Museo Diocesano Prenestino di Arte Sacra

Il Museo è stato aperto al pubblico nel maggio 2005 ed è ubicato in un settore della Curia vescovile attiguo alla chiesa di S. Egidio, dove dopo il restauro verrà posta la pinacoteca. Al suo arrivo a Palestrina, nel 1997, il vescovo Eduardo Davino, volle che i lavori per il museo fossero portati a termine, e disse:"Esso ci potrà guidare in una visita attenta, consapevole ed anche gratificante delle testimonianze archeologiche, documentali e artistiche della storia della nostra amata diocesi ed, indirettamente della nostra cittadina".

Nelle 14 sale disposte su due piani hanno trovato posto gli ori e gli argenti (in particolare il busto di Sant'Agapito), le sculture, i paramenti sacri, i dipinti , gli ex voto, gli arredi lignei e bronzei, la ricostruzione di altari. Assai significativo è il nucleo dell'epigrafia cristiana del IV V secolo.

 

Casa natale di Pierluigi da Palestrina

Situata nella zona anticamente denominata "Contrada del Piano", rialzata di pochi metri rispetto al centralissimo Corso e assai vicina all'area dove in epoca successiva fu costruita la residenza dei Barberini (distrutta durante i bombardamenti del 1944), la casa natale di Giovanni Pierluigi da Palestrina, il più importante compositore del Rinascimento, uno dei massimi della storia.

 

 

 

 

 

 

 

 

Parrocchia Sant’Antonio Abate

La presenza dei carmelitani a Palestrina nella chiesa di S.Antonio Abate risale al 1467. Il convento appartenne alla Provincia Romana, eccettuato il periodo 1640-1759, quando fu soggetto al Priore Generale. Nel 1614 il convento e la chiesa furono abbelliti dal P. Sebastiano Fantoni, palestinese, in seguito Priore Generale. Egli arricchì anche la biblioteca di oltre 1000 volumi, aumentata in seguito da generose donazioni delle famiglie Colonna e Barberini. La Confraternita dello Scapolare assai numerosa, esisteva già nel 1550. La chiesa parrocchiale di S.Antonio Abate che sorge nei pressi del maestoso tempio pagano dedicato alla dea Fortuna, è assai frequentato dai devoti della Madonna del Carmine.

 

( tratto dal sito http://www.comune.palestrina.rm.it/ )

 

 

 

 

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