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COSA VEDERE A NAZZANO (Roma)

Il Museo del Fiume
Il Museo del Fiume è situato nel centro storico di Nazzano alla base della Rocca
dei Savelli; l’edificio che ospita la struttura era anticamente una pertinenza
del castello e al suo interno si trovavano le scuderie ed i magazzini.
L’idea del museo nasce contemporaneamente all’istituzione della Riserva Naturale
Tevere-Farfa,
prima area protetta istituita con leggi regionali nel 1979.
La struttura ospita una sala convegni da 100 posti completamente attrezzata, una
Sala Esposizione Temporanee e le sale per Esposizioni Permanenti.
In queste ultime sono state allestite due sezioni: la Naturalistica, legata
essenzialmente al fiume Tevere ed in particolare alla Riserva Naturale
Tevere-Farfa e si incentra su tre branche principali: geologia, flora e fauna.
La sezione archeologica (comprendente vari aspetti dell’intera area della media
valle del Tevere) con richiami particolari all’area del Lucus Feroniae.
Il museo inaugurato nell’ottobre del 2000 e realizzato con la collaborazione di
un Comitato Tecnico Scientifico per quanto riguarda l’aspetto museologico,
rappresenta una concezione nuova e diversa rispetto al museo tradizionale,
facendo un ampio uso di strumenti multimediali e materiali poco usati fino ad
oggi negli allestimenti museali, è concepito per coinvolgere attivamente i
ragazzi nella visita con fini prettamente didattici.
Il Parco Didattico
Il Parco Didattico di Nazzano, nato nel 1990 su iniziativa della Provincia di
Roma e del Comune di
Nazzano, è sito in una sub-area della campagna romana che gravita sulla via
Tiberina ed è interessata dalla presenza del fiume Tevere; esso è contigue alla
Riserva Naturale Tevere-Farfa, di 700 ettari, tra le zone umide protette più
importanti del Lazio.
Il parco occupa 24 ettari di terreno e funziona come centro di documentazione ed
educazione ambientale, proponendo diversi sentieri naturalistici e offrendo
strutture didattiche e di accoglienza, quali una foresteria, un centro visite e
un punto ristoro.
Nel parco si trovano: il Casale Mussolini restaurato all’inizio degli anni ’90,
che ospita il Centro di Documentazione Ambientale (sito in località Casella) con
una mostra permanente “ECOMUSEO” che documenta il lavoro agricolo (cicli del
grano e della vite), i mestieri sul fiume, i mestieri artigiani, la festa di S.
Antimo e la storia del territorio; Il centro visite funzionante come punto di
accoglienza e di ristoro dei visitatori; la Foresteria, altro vecchio casale con
capacità di ospitare 25 persone (attualmente in fase di adeguamento).
I Monumenti
La pianta della costruzione più antica (XIII secolo) è costituita da un
quadrilatero, al cui centro vi è un piccolo cortile con un pozzo, chiuso ai due
angoli opposti dalle torri: una mastio a controllo dell’ingresso e l’altra che
guarda il guado sul Tevere e la pianura.
Nel corso del XV secolo, i Monaci di San Paolo decisero di adeguare le strutture
di difesa alle nuove tecniche belliche (armi da fuoco, etc.) e dotarono il
castello di feritoie, di coperture per il cammino di ronda, di raccordi più
funzionali tra le varie ali.
Provvidero inoltre ad un ampliamento realizzato tramite un rivellino circolare,
posto davanti al mastio, con tre grandi merli sovrastanti il portale.
Attualmente il castello ceduto a privati non è visitabile
La chiesa di S. Antimo
Le fonti stabiliscono l’esistenza della chiesa dal secolo X.
Tra il XII ed il XIII sec. S. Antimo subì un rifacimento ad opera di maestranze
romane: sono di questo periodo i caratteristici elementi di architettura
romanica quale il coronamento a denti di sega, le finestre a strombo, il mosaico
cosmateschi.
L’interno è a croce latina, con tre navate; parte del materiale marmoreo, delle
colonne delle navate, della “schola cantorum” e dell’ambone sono probabilmente
recuperati da un precedente tempio pagano a pianta circolare dedicato ad una
divinità femminile, fatto testimoniato da numerose iscrizioni latine ritrovate
nella collina di S. Antimo.
Nell’abside affreschi attribuiti ad Antoniazzo Romano: “L’incoronazione della
Vergine” e la “Madonna col Bambino tra due angeli e S. Pietro, S. Paolo, S.
Andrea e S. Antimo”(XV secolo).
Il convento e la Chiesa di S. Francesco

Secondo alcune ricerche storiche di vecchia data, il primo
insediamento francescano fu opera di S. Antonio da Padova nel 1299.
Eretto su terreno ceduto dai padri Benedettini, il convento fu distrutto da un
terremoto e ricostruito in muratura grazie alla generosità dei fedeli.
Nel 1655 la struttura fu destinata a novizio e subì continue modifiche fino al
1843 con la costruzione degli speroni di sostegno.
La chiesa subì analoga sorte, e solo nel 1752 iniziarono i lavori che terminati
nel 1759 permisero di erigere la chiesa nell’aspetto attuale.
Convento e chiesa si trovano all’interno di un bosco secolare di lecci e querce,
nei pressi si trovano una cappellina diruta e ruderi di un’altra struttura
dell’epoca.
All’interno della chiesa si trovano un altare in marmo realizzato da Frate
Antonio da Roma, confessionali e coro lignei di pregevole fattura, dipinti e
affreschi attribuiti a Giovanni e Sebastiano Conca.
Il convento abbandonato alla fine del IX secolo, è ora di proprietà privata,
mentre la chiesa appartiene al Fondo Edifici di Culto.
La chiesa di S. Maria Consolatrice

La consacrazione della chiesa dedicata a S. Maria Consolatrice, S. Lorenzo e S. Biagio, risale all’anno 1488. Di pianta rettangolare, così rimase fino al 1600 circa, quando per volere dell’abate fu ampliata e fu realizzato l’affresco posto sopra l’altare maggiore. La cornice che circonda l’affresco fu realizzata sicuramente durante i lavori voluti dall’abate di S. Paolo nel 1824, gli altari laterali, dedicati in origine alla Madonna Immacolata e al Sacro Cuore, vennero consacrati nel 1018-19 dall’allora abate A.I. Schuster, poi Arcivescovo di Milano. Nella chiesa sono inoltre conservati dipinti e arazzi di varie epoche e lo stendardo di S. Antimo, che viene portato in processione in occasione della festa del patrono dell’11 maggio.
( tratto dal sito http://www.comune.nazzano.rm.it/ )