COSA VISITARE A MAGLIANO SABINA (Rieti)

 

Chiesa di S. Pietro

Risalente al XII secolo e sita nell'omonimo quartiere, è uno dei monumenti più antichi della città e mantiene inalterate le linee architettoniche romaniche. La facciata, semplice ed elegante, è abbellita da archetti ciechi su colonnine a sbalzo e da un finestrone semicircolare sovrastante il portale. All'esterno la chiesa mostra chiaramente le tre navate interne, mettendo in risalto la navata centrale che si presenta con un corpo più alto e slanciato.
Il bordo dei tetto è rifinito da una ghiera dentata. Tipicamente romanico è l'interno, dove le navate sono separate da dieci colonne in parte con fusti e capitelli corinti di riuso ed in parte originali.Nuda e semplice è l'abside semicircolare, da cui simmetricamente si irradiano lungo le pareti finestrelle stilisticamente intonate con tutto il complesso architettonico. L'unico affresco rimasto raffigura una Madonna con Bambino, probabilmente del XVI secolo.

 

Chiesa della Madonna delle Grazie

Sorge presso Porta Romana, unica a mostrare ancora il Gonfalone della città, sui ruderi di una rocca medioevale. Interessante dal punto di vista artistico e molto venerata è l'immagine sacra della Madonna delle Grazie, pregevole tavola di scuola umbro-marchigiana risalente al '400 e forse donata alla sua città natale da Mariano Falconi, generale della Serenissima. Dal transetto si accede alla sottostante cripta protoromanica: l'impianto colpisce per il senso di delicatezza suggerito dalle colonne leggermente sfalzate, che dividono l'ingresso dall'abside. La cripta è una di quelle costruzioni architettoniche che fanno accapigliare gli esperti sulla datazione, incerta fra l'anno Mille ed il 1400, e che contemporaneamente affascinano i visitatori. Il più illustre di questi ultimi è Alfonso d'Aragona re di Napoli, il quale, nel 1447, graffì di suo pugno la propria firma vicino al volto affrescato di S. Antonio. Molte delle pitture murali, rappresentanti diversi Santi, sono state fatte risalire al XV secolo; sulla volta che si erge alle spalle dei visitatore appena entrato appare un primordiale affresco raffigurante il Bambino, la Madonna, S. Francesco e altri Santi.

 

Chiesa di S. Liberatore (Cattedrale dei Sabini)

La Chiesa di S. Liberatore compare nella documentazione ecclesiastica già dal XIV secolo ed è stata ampliata in occasione dello spostamento della sede diocesana da Vescovio a Magliano Sabina. Il disegno della facciata di questa chiesa, consacrata nel 1498, viene attribuito al Vignola. La chiesa stessa fu rinnovata nel 1734 per volontà del Cardinale Albani, che incaricò Filippo Barigioni, il quale ne curò il disegno e diresse i lavori.
Il restauro delle figure dell'abside (Assunzione di Maria) fu affidato nel 1737 al pittore Domenico Pistrini. Nelle cappelle delle due navate laterali sono presenti alcune tele di discreto valore artistico risalenti al XVI secolo. Sono conservati nella sacrestia un arazzo ed un baldacchino della Cina del '600 ed una Croce in rame sbalzato del XV secolo di scuola abruzzese.

 

Chiesa di S. Michele

Posto presso Porta Sabina, il tempio si inserisce a completamento delle mura castellane. Venne ristrutturato a cavallo tra l'800 ed il '900. La chiesa nasconde, dietro una facciata ecletticamente assemblata, due tabernacoli: quello di sinistra, adibito alla custodia degli Olii Santi, è databile intorno alla metà del '500; quello di destra, per l'Eucarestia, è attri- buibile a Mino de Reame o alla sua scuola (metà del XV secolo). All'entrata un'ara funeraria romana di età Flavia, artisticamente decorata, funge da acquasantiera.

 

Chiesa di S. Maria Assunta

Situata nella frazione di Foglia, deve la sua fama agli affreschi settecenteschi che ne adornano l'interno ed alla necropoli rinvenuta nelle immediate vicinanze.

 

Santuario di S. Maria di Uliano

Risalente al XIII secolo, sorge nei pressi di un ruscello le cui acque sono ritenute sin dall'antichità altamente medicamentose.

 

Il Museo dei Sabini del Tevere
Il Museo Civico di Magliano Sabina è diventato una realtà nel corso degli ultimi due anni, durante i quali sono stati aperti al pubblico i primi due piani di Palazzo Gori, sede del Museo, con le sezioni dedicate all'età del Bronzo, all'età del primo Ferro, alla cultura sabina arcaica, ed all'epoca ellenistica. L'intento del Museo è quello di proporsi come esempio di Museo vivo attraverso il quale si possa avere un contatto diretto, da parte di un pubblico di non specialisti, con la cultura del passato sviluppatasi sul territorio immediatamente circostante.
Lo studio dei materiali raccolti ha permesso di ricreare le linee fondamentali della cultura dell'antico insediamento sabino di Magliano, del quale le fonti non tramandano il nome. L'abitato si organizza, nel corso del VII secolo, secondo uno schema ben noto nello stesso periodo cronologico in Etruria e nel Lazio, estendendosi su un colle ben difendibile separato da un vallone dalle alture adiacenti ad oriente, destinate alle necropoli.
Lo sviluppo di questa comunità si deve in gran parte alla sua posizione, che dominava il Tevere, arteria di fondamentale importanza nell'antichità, per gli scambi commerciali e culturali. Deteneva inoltre il controllo delle vie trasversali di comunicazione percorse dalla transumanza delle greggi che ebbero una fondamentale importanza, permettendo una vasta mobilità di persone, di tradizioni artigiane e di materiali, che permisero un'ampia circolazione di modelli culturali.

 

 

( tratto dal sito http://www.comunemaglianosabina.rieti.it )

 

 

 

 

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