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COSA VEDERE A LEONESSA (Rieti)

Chiesa di San Giuseppe

Situata all'inizio del Corso. E' il sacrario della città ove riposano le spoglie del patrono di Leonessa, il Santo Cappuccino Giuseppe Desideri, vegliate con profondo amore dai leonessani. La Chiesa rappresenta un bell'esempio di architettura barocca: il soffitto ligneo risale è stato ultimato nel XIX secolo. All'interno, grazie ad un recente restauro, è possibile vedere grazie ad un pavimento in vetro, la casa natale del Santo. La prima pietra fu posta il 28 giugno 1629, ma fu nei primi anni del settecento che si dette inizio ai lavori di ampliamento completati nel 1746. La torre campanaria fu eretta intorno al 1787, mentre la facciata in travertino bianco fu innalzata nel 1956 su progetto dell'arch. Priori. La decorazione dell'interno è legata a particolari vicende della vita del Santo. La cupola minore è decorata con un grande affresco, la gloria dei santi nel Paradiso, di autore non ancora identificato del tardo seicento. La decorazione della cupola maggiore dei pennacchi e delle lunette, con figure bibliche ed allegorie delle virtù, è opera di Monti. L'organo a 15 registri fu costruito a Roma nel 1759 da Werlè.
La Chiesa conserva il Corpo del Santo entro un'urna lignea dorata senza mascherature di sorta. Sul pilastro di destra, entro un'urna, sono conservati numerosi cimeli del Santo. Tra i dipinti vanno ricordati S. Giuseppe da Leonessa che benedice la patria di Paolo Monaldi (1752); la Vergine con Bambino tra i SS. Giorgio ed Emidio di Viscardi (seconda metà del settecento); S. Giorgio a cavallo che uccide il drago (tela del 500).
San Francesco

Nel centro di Leonessa si trovano la Chiesa e il Convento di S. Francesco. Venuti
a Leonessa, alla fine del ‘200, i Francescani avviarono la costruzione del
convento e della chiesa, tuttavia i lavori si protrassero fino alla prima metà
del XV sec. La facciata della chiesa è in conci della tipica pietra rossa leonessana. All’interno il pittoresco Presepe in terracotta policroma (inizi del
’500); ai suoi lati due statue in legno policromo, una cinquecentesca di S. Sebastiano ed una trecentesca di S. Biagio, singolare non solo per la raffinata
decorazione, ma anche per il contrasto tra l’espressività del volto e la
rigidità della figura.
Di fronte alla Cappella del Presepe si trova la Cappella del Crocifisso, opera
in legno di un anonimo scultore umbro del XVI sec.; alla sua sinistra un portale
trecentesco incassato nel muro, proveniente dalla non più esistente chiesa di
S. Maria extra et prope portam. Nel 1993 è stato scoperto nella Cripta, un ciclo
di affreschi di ispirazione giottesca, attribuiti ad autori diversi. Tra essi il
Paradiso (inizi del XIV sec.) ed il miracolo della Madonna dell’ulivo (inizi del
XV sec.). La Madonna apparve nel 1399, con una bianca veste ricoperta di ostie,
ad un pastorello di Assisi presso un albero di olivo.
L’iconografia si collega al movimento penitenziale dei "Bianchi", pellegrini vestiti di una tunica bianca con una croce rossa, che percorsero l’Italia diretti a Roma in occasione del Giubileo del 1400. In seguito, il movimento si dissolse rapidamente, ma nell’oratorio della Chiesa inferiore di S. Francesco, a testimonianza del loro passaggio, esistono numerosi affreschi scoperti nel 1993, raffiguranti la “Madonna di Loreto”, la “Processione dei Bianchi”, lo “Stemma della Confraternita”, “Santa Chiara di Montefalco” e frammenti di altre pitture.
All’interno del Convento di S. Francesco, accortamente restaurato, si ammira il suggestivo chiostro quattrocentesco, affrescato al piano inferiore con storie della vita di S. Francesco.
San Pietro
Situata sopra la piazza principale, la Chiesa di S. Pietro fu costruita poco
dopo la fondazione della città e portata avanti nel tempo a più riprese. Il
complesso, posto a ridosso
della montagna, presenta uno sviluppo architettonico in senso longitudinale. E'
composto da due Chiese sovrapposte, l'una a mo di Cripta (Chiesa di S. Maria
delle Grazie) e l'altra come basilica a tre navate (la Chiesa di S. Pietro). Sul
lato orientale delle due Chiese e per tutta la loro lunghezza, si apre un
bellissimo loggiato panoramico. La facciata è in conci di pietra rossa a
coronamento orizzontale. In essa si apre un grande portale ad arco rotondo che
si espande in un largo archivolto decorato graziosamente con vitigni e puttini
intenti alla vendemmia ed è sormontato da un timpano a chiglia di nave secondo
un modello riscontrabile in altre Chiese abruzzesi. Sul lato orientale della
facciata s'innalza uno splendido campanile gotico, e nella cripta segnaliamo una
"deposizione" rinascimentale in terracotta policroma opera della metà del 500.
Fra le opere d'arte presenti nella Chiesa segnaliamo alcuni dipinti seicenteschi
di scuola emiliana e parmense fra i quali una "Assunzione e Santi" di Giovanni
Lanfranco da Parma (allievo di Annibale Carracci) e una "Incoronazione della
Vergine" attribuita a Alessandro Turchi.
Una curiosità: il suo campanile è noto per l'accentuata oscillazione quando suona la campana maggiore. Il singolare fenomeno è facilmente percepibile ad occhio nudo quando ci si pone in controluce.
S. Maria del Popolo

Sita a metà del Corso. Già Chiesa del Sesto di Croce, poi ampliata e divenuta chiesa matrice detta perciò S. Maria del popolo o dei preti. Le tappe principali dell'edificio sono comprese fra il 1452, data incisa sulla facciata della Chiesa originaria e il 1598 data del termine dei lavori di ampliamento.
La facciata e il portale presentano le stesse caratteristiche già rilevate per le Chiese conventuali di S. Francesco e S. Pietro, cioè la consueta cortina di pietra rossa locale con coronamento orizzontale, sovrastato dalla vela del campanile. Di interesse il fonte battesimale in pietra del 1538 che fino al secolo scorso è stato l'unico fonte per gran parte del territorio leonessano.
Tra le opere d'arte conservate in questa Chiesa vanno segnalate una interessantissima Croce processionale d'argento e rame dorato, sbalzata cesellata e niellata, opera realizzata in una oreficeria umbro-toscana nei sec. XV-XVI; la pala dell'altare maggiore con la Assunzione della Vergine di scuola marattesca della fine del sec. XVIII; una tela con la Glorificazione del Crocifisso (sec. XVII) ed una piccola tela con S. Margherita e il Drago del XVIII sec.