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COSA VEDERE A LABRO (Rieti)

Castello Nobili Vitelleschi

Il castello di Labro, come
feudo, fa parte di quel gruppo di insediamenti fortificati, fondati per
iniziativa signorile tra il X e XI secolo sulle pendici sud-ovest delle montagne
del gruppo del Terminillo. Il merito della fondazione fu della famiglia Nobili.
Le fonti relative alla storia della famiglia Nobili Vitelleschi, si basano sulle
notizie fornite dall'archivio di famiglia, dal manoscritto "Storia di Labro" del
Notaio Ippolito Tabulazzi (1630), dall'opera di Michele Michaeli "Memorie
Storiche della città di Rieti e dei paesi circonvicini" e dagli Archivi della
storia d'Italia (Rieti). Le origini della famiglia che fondò Labro sembrano
essere Longobarde. Infatti "...diramazioni secondarie dei Conti dei Marsi e
di Rieti furono i Signori delle terre Berardesche, dai quali derivano le
famiglie dei Nobili di Labro, dei Castelli di Terni, degli Arroni e forse anche
degli Alfani di Rieti". I Conti dei Marsi e di Rieti erano diramazioni dei
Longobardi Duchi di Spoleto. Nell'anno 956, i Signori di Labro ricevettero
dall'Imperatore Ottone I lo stemma con l'aquila coronata e il pesce (simbolo del
dominio dei loro torrioni sui laghi e sui fiumi ) e l'investitura di 12 castelli
(feudi) fra i quali Labro. Le notizie sulle prime 5 generazioni non sono genealogicamente chiare e per questo se ne riportano soltanto i nomi più
rappresentativi: Arrone, Ercole, Corrado Berardo II, Pandolfo, citato quest'ultimo,
per la sua morte in battaglia, nel 1265, al seguito di re Manfredi. In seguito, a
partire da Sinibaldo Signore di Labro (1220), attraverso documenti quali gli "Instrumenta"
(Archivio Nobili Vitelleschi, Labro) si è potuto stabilire la genealogia della
famiglia fino ai nostri giorni. Il cognome Nobili deriva dal soprannome con il
quale venivano designati i Signori di Labro: i nobili di Labro, appunto. Dalla
metà del XIV alla fine del XVII secolo i Nobili di Labro ricoprirono cariche
pubbliche nel governo della città di Rieti. L'incastellamento di Labro si
componeva di una grande torre quadrata, molto alta, intorno alla quale si era
sviluppato un borgo, circondato dalla strada di arroccamento a sua volta
protetta dalle mura, con altre sette torri, posti di guardia e strutture di
vario genere. Alla fine del 1400, in seguito alla scomunica da parte di Papa
Sisto IV, per l'uccisione di un sacerdote avvenuta per mano di Giovanni de'
Nobili, la famiglia fu punita con la distruzione della grande torre e del borgo.
Su
parte delle fondamenta della torre fu costruita, nel 1498, una piccola chiesa,
dal bellissimo portale, che ancora oggi si può ammirare nella parte più alta di Labro. Alla famiglia de' Nobili rimase la parte esterna dell'incastellamento: le
mura, le torri, i posti di guardia. Decisero, allora, di adattare quegli
ambienti per farne il loro palazzo, che la famiglia avrebbe poi
abitato fino ai giorni nostri. Nel 1575 Girolamo de' Nobili sposò Virginia Vitelleschi. Alla morte del nipote Sante, figlio di
suo fratello Marcantonio, Virginia rimase l'ultima del suo nome. A richiesta dei
familiari più anziani, i figli di Girolamo e di Virginia aggiunsero al cognome
Nobili il cognome Vitelleschi e unirono lo stemma con l'aquila e il pesce
(Nobili) a quello con i gigli e i vitelli (Vitelleschi). L'atto che sanziona
ufficialmente l'unione dei cognomi e degli stemmi è conservato negli archivi
capitolini. Una copia autentica si trova nell'Archivio Nobili Vitelleschi, in
Labro.
Chiesa Parrocchiale S.Maria
All'interno si trova una fonte battesimale del 400 e un affresco di scuola umbra raffigurante l'Annunciazione a Maria risalente al 16° Secolo.
( tratto dal sito http://www.comunedilabro.com/Labro.HTM )