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COSA VISITARE A FALERIA (Viterbo)

Chiesa di S. Giuliano
La chiesa più importante di Faleria è dedicata al patrono San Giuliano
Confessore. Ha pianta basilicale a tre navate; la centrale, più ampia, termina
nell'abside con coro in legno, restaurato nel 1991, che circonda l'altare
principale. Il fianco nord orientale della costruzione risale al XII secolo, ma
alcuni frammenti tardo medioevali reimpiegati attestano una fase forse ancora più
antica (VIII-IX secolo).Rimangono del primitivo edificio i massicci muri
perimetrali e una piccola parte della facciata in posizione arretrata rispetto
all'attuale. Nel secolo XIII la chiesa aveva un pavimento cosmatesco con intarsi
di marmi che formavano disegni geometrici, del quale rimane un rosone posto
proprio dietro il portale centrale. Con la ristrutturazione del XIV secolo,
venne costruito l'abside, rialzato il pavimento dell'altare maggiore e creata
una cripta nel sotterraneo dello stesso. Al XV secolo risalgono alcune cappelle
tra cui quella del Santissimo Salvatore che conservava una preziosa tavola dello
stesso periodo. Il campanile romanico fu costruito probabilmente nel 1504. Ha,
nella parte inferiore, due ordini di bifore chiuse, in quella superiore tre
ordini di bifore con colonnina, marcapiani in cotto e dentellature ornamentali.
Le campane, la più grande risale al 1343 e la più piccola al 1504, sono tuttora
funzionanti. Nel XVI secolo la chiesa subì un vistoso rifacimento che mutò
l'ordine architettonico fondamentale e diede un nuovo assetto alla facciata. Al
XVII secolo risale la costruzione delle altre cappelle interne e delle volte
delle navate laterali, alcune ricoperte con stucchi. Il restauro del 1975 ha
riportato il soffitto della navata centrale alla forma originaria con le
capriate proprie dello stile romanico. L'ultimo restauro, nel 1991, ha
riguardato la pavimentazione, ora in cotto, e il colonnato. Da questo sono stati
tolti gli intonaci, portando alla luce i blocchi di tufo degli archi e i
mattoncini dei pilastri che sostengono le capriate; la mensa è stata rifatta in
marmo.
Chiesa di S. Agostino
Di fronte alla chiesa dedicata a S. Giuliano, sul lato est del castello degli
Anguillara sorge la chiesa di S. Agostino, costruita nel XIV secolo. L'interno,
a navata unica, aveva un unico altare centrale sormontato da una tela
raffigurante S. Agostino e S. Monica, ora dispersa. Dietro l'altare vi era la
cripta della famiglia Anguillara. La chiesa, infatti, aveva funzione di cappella
palatina e al castello era collegata con un ponte sospeso.
Misericordia
All'interno della cinta di mura rinascimentali (Cfr anche: FALERIA: STORIA DEL
BORGO) si trova la chiesa di S. Giovanni Decollato detta DELLA MISERICORDIA. Il
recente restauro ha riportato alla luce gli splendidi affreschi. Viene ora
utilizzata come sala Consiliare e per manifestazioni culturali.
Chiesa della Madonna Pietrafitta
Fuori delle mura castellane, in cima ad una collina venne eretta nel XVI secolo
la piccola chiesa della Madonna di Prietrafitta. L'esterno, a forma trilobata
nella parte inferiore, è ottagonale in quella superiore più piccola.
All'interno, sotto gli intonaci, sono stati rinvenuti numerosi affreschi.
E' stato portato a termine anche il restauro della chiesa di Osteria di Stabia, ubicata sul ciglio consolare della Via Flaminia. Fu costruita probabilmente nel XVII secolo. A circa un chilometro dal centro cittadino, in piena campagna, si trova il Casale della Carlotta, residenza estiva degli Anguillara. Costruito nel 1500 per volere della contessa Maddalena Strozzi, moglie di Flaminio Anguillara, si mantiene in buone condizioni. E' di proprietà privata. Pochi chilometri fuori del centro abitato, sull'antica via che conduceva a Falerii Novi, si trovano i resti di Castel Paterno, dove morì nel 1002 l'imperatore Ottone III. Esistono di esso ancora imponenti ruderi su un colle di tufo delimitato da due torrenti. Ad ovest di Castel Paterno al di là di un vallo tufaceo sorgono i resti di un altro importante castello appartenuto alla famiglia Strozzi e poi agli Anguillara: Castel Fogliano. Il bosco che lo circonda, oggi protetto e fruibile, rende la visita alle rovine ancora più suggestiva.
( tratto dal sito http://www.comunedifaleria.it/ )