COSA VEDERE A FABRICA DI ROMA (Roma)

 

E’ nel 1177 che Papa Alessandro III in una sua bolla  cita il “Castello di Fabrica” (che quindi  doveva essere già stato costruito) e la sua esistenza all’epoca è confermata dalla presenza di resti di cinta muraria ancora visibili. La presenza dello stesso castello è probabilmente da riferirsi ad una serie di progetti di “incastellamento” che vennero realizzati tra l’XI ed il XIII secolo nel comprensorio. Probabilmente a Fabrica quest’opera fu dovuta alla famiglia gentilizia dei Di Vico,opera poi ampliata dagli Orsini (inizio XIV Sec.) e restaurata da Pietro Matteo De Capoccini ,precettore dell’Ospedale di Santo Spirito (1454). Ulteriori modifiche vennero fatte per ordine del Card. Alessandro Farnese  (1590)  e dalla Camera Apostolica  che intorno alla metà del 1600 sistemò la parete sud e ancora dalla Fam. Cencelli che alla fine del 1800 restaurò la splendida torre. Questa venne realizzata agli inizi del XIV secolo con muri spessi oltre due metri e con una . altezza originaria di oltre 40 metri, poi ridottisi agli attuali 34 a seguito di crolli e mancanza di manutenzione. L’interno è di pregevole fattura è stato restaurato negli anni 90 dalla attuale proprietaria  e nella occasione sono stati rinvenuti e riportati al loro antico splendore  molti pregevoli affreschi della seconda metà del 1400 nascosti per secoli da spessi strati di calce bianca. Importanti sale ed una architettura movimentata ed originale ne fanno, assieme agli affreschi, una fondamentale testimonianza della storia di Fabrica.   Le principali “Viae Publicae”  dell’Ager Faliscus comprendevano anche la Via Amerina che, partendo dal XXI miglio della Via consolare Cassia e passando per Falerii Novi, giungeva fino all’attuale Amelia ,in Umbria con un percorso di “56 miglia”.  L’importante via militare Romana del III Sec a.C., che probabilmente utilizza un tracciato preesistente, nel territorio di Fabrica di Roma si immette in un’ampia tagliata conosciuta come il “Cavo degli Zucchi” dove l’intelligente lavoro di volontariato del Gruppo Archeologico Romano ha riportato alla luce un tratto della pavimentazione in basoli poligonali di trachite e numerosissime tombe che ricavate nei fianchi della tagliata.

 

( tratto dal sito http://www.prolocofabricadiroma.it/ )

 

 

 

 

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