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COSA VEDERE A CISTERNA DI LATINA (Latina)

La
Chiesa di Santa Maria Assunta
La Chiesa di S. Maria
Assunta originariamente si trovava nel cuore del borgo antico e nel 1582 divenne
Collegiata per la fusione con la chiesa di S. Paolo di Ninfa, città ormai
abbandonata.
Nel 1793, Francesco Caetani avviò la costruzione di una nuova cattedrale
nell'odierna Piazza 19 Marzo.
I bombardamenti bellici la distrussero quasi completamente ma presto fu
ricostruita con lo stesso impianto a 3 navate però priva dei numerosi stucchi e
affreschi realizzati dai pittori Vincenzo Vilà, Francesco Giangiacomo e
Cavallucci da Sermoneta.
La porta in bronzo, opera dello scultore e ceramista
Angelo Biancini è stata modellata a Faenza e realizzata nel 1981 in
fonderie di Verona. I due fascioni di ceramica in bassorilievo rappresentano gli
eventi di Cisterna: esodo dalle grotte, battaglie e trasmigrazioni, S. Michele
Arcangelo vincitore sul peccato, il patrono San Rocco vincitore sulla peste.
All'interno, sempre dell'artista Biancini, è
possibile ammirare "Il Cristo", pannello centrale raffigurante Gesù circondato
dallo Spirito Santo, stelle e libri sacri; "Assunta", pannello raffigurante il
patrono S. Rocco circondato da colombe, ovini e palme; "Via Crucis", formata da
14 pannelli.
Attribuita alla scuola del Canova la statua di San Rocco, invocato ed eletto patrono durante la peste del 1837, scolpita da Fabio Provinciali "in abito leggero di pellegrino" e nel 1845 collocata dai cisternesi in una cappella della Collegiata dove ancora oggi si può ammirare.
Palazzo Caetani
Costruito dal duca Bonifacio Caetani nel 1560 intorno alla rocca dei Frangipane, di cui sono ancora visibili il pozzo romano e la torre quadrata, il Palazzo sorge all’estremità e nel punto più elevato dell’antico borgo per il quale costituiva un confine difensivo nonché l’ingresso attraverso l’arco detto “Porta Agrippina”.
Mutilata nel 1944 dai bombardamenti bellici, della lunga e massiccia costruzione ne rimane l’esatta metà. Quasi certamente opera dell’architetto Francesco da Volterra, Palazzo Caetani è un esempio del “sintetismo” cinquecentesco improntato su forme essenziali: pochi elementi decorativi, accostamento del mattone con il travertino, ampia corte quadrata con arcate sottolineate da semplici fasce e con i piani soprastanti scanditi orizzontalmente da fasce marcapiano e con piatte e sottili cornici che arricchiscono la superficie muraria.
Luogo di ristoro lungo l’Appia per nobili viaggiatori e prestigioso ritrovo per ricche battute di caccia, le sale di Palazzo Caetani accolsero cardinali, pontefici e principi di mezza Europa tra cui Papa Gregorio XIII, i Cardinali Lancellotti e Caraffa, Maria Carolina d’Austria, Papa Clemente VIII, Clemente XI, Pio VI, Benedetto XIII. Famosa era l’ospitalità dei Caetani.
Nell’ottobre 1589 Onorato IV accolse Papa Sisto V con una grandiosa caccia ed un banchetto nel bosco di S. Biagio dove fece sgorgare “il vino dalle querce come l’acqua dalle fontane”.
Palazzo Caetani oggi ospita la biblioteca comunale, la pinacoteca, la galleria d’arte La Mimosa ed è sede di attività e manifestazioni artistiche e culturali.
Tres
Tabernae
Quasi certa la diretta discendenza di Cisterna dal fiorente abitato sorto intorno alla stazione di posta che prese il nome da 3 tabernae, o botteghe, site alla confluenza delle strade dei centri più interni (Ulubrae, Tiberia, Norba, Cora) con l'Appia. Cicerone vi soggiornò spesso e la cita in 3 lettere inviate ad Attico (II, 10,12, 13) scritte nel 61 e 59 a.C. Anche S. Paolo, durante il viaggio da Tarso a Roma, soggiornò per una notte a Tres Tabernae dove incontrò i cristiani della zona (Atti degli Apostoli XXVIII, 15) e forse proprio per questo fu eletta sede episcopale già nella prima età cristiana. La prosperità e fama di Tres Tabernae, tuttavia fu scossa dai barbari prima e dai saraceni poi che nell'868 la rasero al suolo. Di qui l'abbandono verso un luogo più sicuro dove sorgerà Cisterna.
Tra i molti reperti
tornati alla luce sono da menzionare un'epigrafe funeraria della potente
famiglia senatoriale Pinaria, coperture sepolcrali, un impianto termale, edifici
con preziosi mosaici tra cui un artistico émblema figurato e vari monili.
L'area archeologica si trova lungo la via Appia al km. 58,100, dopo il bivio per
Doganella di Ninfa (direzione Terracina).
BELLA NINFA - FONTANA BIONDI

Realizzata dallo scultore tra il 1885 ed il 1890 da Ernesto Biondi, la “Bella Ninfa”, molto probabilmente la Dea Feronia che con il braccio destro innalza un ramoscello d’ulivo, è il simbolo della vittoria della bonifica sulla palude e quindi sulla malaria, rappresentata da una figura demoniaca incatenata e distesa sotto i piedi della dea.
La forma tozza creata dai massi di granito e stalattiti del Trentino, allora Impero Asburgico, rappresenta una montagna con grotte e anfratti che emerge dalla palude prosciugata sorreggendo la dea Feronia (marmo h. 210) mentre schiaccia la malaria.
La base è costituita da una vasca circolare con gradinate. All'interno della vasca ed ai piedi del rilievo erano posti gruppi scultorei rappresentanti giovani pastori e loro bestiame.
L'opera, un esempio di "realismo borghese" dell'Ottocento, risentì duramente dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale durante la quale la statua della dea Feronia venne decapita ma presto restaurata ed intorno alla fontana fu creato un giardino per il quale furono chiamati gli allora rinomati giardinieri del Comune di Roma.
PIAZZA XIX MARZO

( tratto dal sito http://www.comune.cisterna-di-latina.latina.it/ )